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20 Maggio 2026
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Massacrati a calci e pugni, sfregiati e umiliati a Catanzaro: i due autori del pestaggio condannati a 14 anni

Il giudice riconosce l’aggravante mafiosa per l’aggressione avvenuta il 30 agosto 2024: una delle vittime riportò uno sfregio permanente al viso. Le parti civili ottengono il risarcimento dei danni

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Il Tribunale di Catanzaro ha condannato a 14 anni di reclusione ciascuno Francesco Mancuso, 30 anni, e Chris Squillacioti, 33 anni, al termine del giudizio celebrato con rito abbreviato davanti al gup Mario Santoemma. I due imputati sono stati ritenuti colpevoli del reato loro contestato in relazione a una violenta aggressione avvenuta il 30 agosto 2024.

Il pestaggio e le lesioni

Al centro del procedimento c’è l’aggressione subita da due persone, una delle quali rimasta gravemente ferita e con uno sfregio permanente al viso. Secondo quanto contestato, le vittime sarebbero state colpite ripetutamente per diversi minuti con calci, pugni e schiaffi, anche dopo essere cadute a terra.

Una sequenza di violenza che, secondo l’impostazione accusatoria, non si sarebbe limitata a un episodio estemporaneo, ma avrebbe avuto un significato ulteriore, legato al contesto criminale nel quale la Procura ha inquadrato i fatti.

Riconosciuta l’aggravante mafiosa

Il Tribunale ha riconosciuto anche l’aggravante mafiosa, contestata nel procedimento. Un passaggio centrale della decisione, perché qualifica l’aggressione non solo per la sua gravità materiale, ma anche per il contesto e le finalità che la pubblica accusa ha attribuito alla condotta.

Nel dispositivo il gup ha dichiarato Mancuso e Squillacioti colpevoli, applicando la riduzione prevista dal rito abbreviato, e li ha condannati alla pena di 14 anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.

Le parti civili e il risarcimento

Il Tribunale ha inoltre condannato gli imputati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, da liquidarsi in separata sede civile. Le parti civili sono difese dall’avvocato Sergio Lucisano. Per altri due soggetti coinvolti nell’aggressione, si procederà separatamente. La loro posizione, dunque, seguirà un percorso processuale distinto rispetto a quello definito con la sentenza emessa nei confronti di Mancuso e Squillacioti.

La richiesta della Dda e il giudizio immediato

La Dda di Catanzaro aveva chiesto e ottenuto per entrambi il giudizio immediato. Nei termini previsti dalla legge, però, gli avvocati difensori hanno scelto il rito abbreviato, che si è concluso in primo grado con una condanna pesante: 14 anni di reclusione per ciascuno dei due imputati.

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