Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha assolto i fratelli Francescantonio ed Emanuele Stillitani nel maxi processo Maestrale-Carthago, uno dei procedimenti più rilevanti celebrati negli ultimi anni nel distretto giudiziario di Catanzaro. Un verdetto di primo grado che ribalta le richieste formulate dalla Direzione distrettuale antimafia al termine della requisitoria: 9 anni di reclusione per Francescantonio Stillitani e 8 anni per il fratello Emanuele.
Francescantonio Stillitani, ex assessore regionale, ex sindaco di Pizzo e noto imprenditore turistico, era una delle figure più attese del processo. La sua posizione era legata, secondo l’impostazione accusatoria, ad alcune vicende riguardanti le attività imprenditoriali nel settore turistico e, in particolare, alla gestione della struttura ricettiva di località Colamaio, a Pizzo, condotta insieme al fratello Emanuele.
Le accuse e la richiesta della Dda
Al termine della requisitoria, la Dda di Catanzaro aveva chiesto la condanna di entrambi i fratelli Stillitani: 9 anni per Francescantonio e 8 anni per Emanuele. Richieste pesanti, maturate all’interno del più ampio impianto accusatorio del maxi processo Maestrale-Carthago. Il Tribunale, al termine della camera di consiglio, ha però pronunciato sentenza di assoluzione per entrambi. Una decisione che chiude in primo grado una delle posizioni più seguite del procedimento, anche per il profilo pubblico e imprenditoriale di Francescantonio Stillitani, per anni protagonista della vita politica e amministrativa calabrese e, in particolare, vibonese.
Le dichiarazioni spontanee in aula
Prima dell’avvio della requisitoria della Direzione distrettuale antimafia, Francescantonio Stillitani aveva scelto di parlare per la prima volta davanti al Collegio. Oltre trenta minuti di dichiarazioni spontanee, nel corso delle quali aveva contestato la lettura accusatoria di alcune intercettazioni e aveva rivendicato la correttezza della propria storia imprenditoriale. Nel suo intervento in aula, Stillitani aveva respinto con forza l’impianto accusatorio, richiamando la lunga attività nel settore turistico: “Sono 25 anni che lavoriamo e non abbiamo mai avuto alcun problema, alcun intervento nei villaggi che abbiamo gestito”.
Il racconto dell’arresto e dell’infarto
La parte più intensa delle dichiarazioni spontanee era stata quella dedicata alle conseguenze personali dell’arresto. Stillitani aveva spiegato di non aver reso prima alcuna dichiarazione perché la sera dell’ingresso in carcere era stato colpito da un infarto. “È la prima volta che parlo e non ho fatto fino ad oggi alcuna dichiarazione spontanea perché la sera in cui sono andato in carcere ho avuto un infarto, sono stato ricoverato prima a Vibo e poi a Catanzaro. Ho avuto un’operazione a cuore aperto della quale ancora oggi subisco le conseguenze”. Poi le scuse al Collegio per la durata dell’intervento: “La prego di capire che dopo tutto il calvario che sto subendo per delle cose che ritengo veramente assurde, non potevo non intervenire”.
Il verdetto
Oggi, con la sentenza di primo grado, arriva l’assoluzione per entrambi i fratelli Stillitani. Una decisione destinata a pesare nel bilancio complessivo del maxi processo Maestrale-Carthago, anche alla luce delle richieste avanzate dalla Procura antimafia: 9 anni per Francescantonio Stillitani, 8 anni per Emanuele Stillitani. Resta ora da attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, che chiarirà il percorso logico e giuridico seguito dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia per arrivare all’assoluzione. (mi.fa.)










