È stata iscritta nel registro degli indagati in stato di libertà la moglie di Franco Fava, l’operaio edile di 55 anni morto la sera di Ferragosto nella propria abitazione alla periferia di Stignano, piccolo comune del Reggino. La donna, contrariamente a quanto emerso in un primo momento, non è stata fermata. La decisione è arrivata al termine di un lungo interrogatorio, conclusosi nella notte, durante il quale la donna è stata ascoltata dagli investigatori. Il pm della Procura di Locri ha quindi disposto l’iscrizione nel registro degli indagati senza adottare ulteriori provvedimenti.
La morte dopo il diverbio: si attende l’autopsia
Secondo quanto emerso dai primi rilievi del medico legale, e in attesa dell’autopsia che sarà effettuata nei prossimi giorni, Fava sarebbe morto a causa di un forte trauma alla nuca. L’ipotesi al momento presa in considerazione è che l’uomo possa aver riportato la grave lesione cadendo sul pavimento durante un acceso diverbio con la moglie. Si tratta tuttavia di una ricostruzione ancora da verificare. Saranno infatti gli ulteriori accertamenti medico-legali e investigativi a chiarire la dinamica dei fatti.
Indagini dei carabinieri per chiarire la dinamica
Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, sotto il coordinamento della Procura di Locri. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nell’abitazione di Stignano e, soprattutto, di stabilire quali siano state le cause della caduta che avrebbe provocato il trauma mortale. L’obiettivo degli accertamenti è verificare se si sia trattato di una caduta accidentale oppure se possa essere stata determinata da altri fattori.












