1 Luglio 2026
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’Ndrangheta, colpo ai beni della cosca Tegano-De Stefano: confiscati villa e terreni per 600mila euro in Toscana

Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su proposta della Dda. L’operazione eseguita dai Gico della Guardia di Finanza di Firenze e Reggio Calabria con il supporto dello Scico

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Una villa, un’autorimessa e alcuni terreni per oltre 900 metri quadrati, ubicati in provincia di Siena, sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza perché ritenuti riconducibili a un soggetto considerato contiguo alla ’Ndrangheta, in particolare alla cosca Tegano-De Stefano. Il valore complessivo dei beni è stimato in circa 600mila euro. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su proposta della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

L’operazione della Guardia di Finanza

A dare esecuzione alla misura sono stati i finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, con il supporto del Gico di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata. Secondo quanto comunicato dalla Procura reggina, le indagini economico-patrimoniali condotte dalla Guardia di Finanza hanno fornito al Tribunale della prevenzione elementi ritenuti sufficienti per configurare, nei confronti del soggetto destinatario del provvedimento, indizi di pericolosità sociale qualificata.

Il precedente sequestro

La confisca arriva all’esito dei ricorsi presentati e del contraddittorio con il “proposto” e con i cosiddetti terzi interessati. La misura patrimoniale, secondo la ricostruzione degli inquirenti, conferma l’impianto originario delle verifiche svolte dalla Guardia di Finanza e le ulteriori osservazioni formulate dopo i sequestri eseguiti nell’aprile 2025 su disposizione dello stesso Tribunale di Reggio Calabria.

Provvedimento non definitivo

La Procura precisa che il procedimento non ha ancora assunto carattere di definitività. La persona destinataria della misura potrà quindi far valere le proprie ragioni difensive nell’ambito della procedura prevista dal Codice Antimafia.

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