A Reggio Calabria il Tribunale del Riesame ha revocato la misura cautelare nei confronti di Matteo Costanza, 53 anni, considerato dagli investigatori uno dei broker della ‘ndrangheta tra Sudamerica ed Europa.
L’uomo, estradato dalla Spagna nel luglio 2025, era finito al centro dell’inchiesta “Millennium” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
La decisione dopo il rinvio della Cassazione
Dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione nel febbraio 2026, i giudici del Riesame hanno riesaminato il caso. Il 15 aprile il Tribunale ha accolto le tesi della difesa, disponendo la revoca dell’ordinanza di arresto e la conseguente scarcerazione di Costanza.
Una decisione che ribalta il precedente orientamento dello stesso Riesame, che dopo l’estradizione aveva confermato il carcere disposto dal gip.
Il presunto referente della cosca Barbaro a Malaga
Secondo l’accusa, Costanza sarebbe stato il referente in Spagna della cosca Barbaro “Castani” di Platì. Titolare di un’azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, avrebbe gestito l’importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica, anche attraverso la corruzione di funzionari doganali.
Per gli inquirenti era una figura chiave nel canale diretto tra i cartelli sudamericani e la ‘ndrangheta calabrese.
L’operazione Millennium e i 97 arresti
L’estradizione era arrivata due mesi dopo il blitz dei carabinieri del luglio 2025, che aveva portato all’arresto di 97 persone. L’operazione Millennium resta una delle più ampie della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro il narcotraffico internazionale.
La difesa: carenza di gravi indizi
A sostenere la scarcerazione gli avvocati Alessandro Diddi e Davide Vigna, che hanno sempre contestato l’impianto accusatorio denunciando la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Il ricorso accolto dalla Cassazione ha riaperto il procedimento, portando ora il Riesame a ritenere insufficienti gli elementi per la custodia cautelare.
Il procedimento resta aperto, ma torna in libertà l’uomo che la Procura indicava come snodo centrale del traffico di cocaina della ‘ndrangheta in Europa.






