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17 Aprile 2026
17 Aprile 2026
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Costo carburanti, sindacati in pressing sulla grande distribuzione: “Così il lavoro non è sostenibile”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Calabria chiedono alle aziende della grande distribuzione di rivedere turni e organizzazione del lavoro per ridurre i costi a carico dei dipendenti.

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L’aumento del costo dei carburanti sta incidendo pesantemente su migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi, in particolare nei settori a basso salario come commercio, turismo, servizi e appalti. In questi ambiti, dove gli stipendi risultano spesso insufficienti rispetto al costo della vita, anche la mobilità quotidiana diventa un peso economico rilevante.

In Calabria, la situazione assume un carattere ancora più critico a causa della frammentazione territoriale, delle distanze significative e di un sistema di trasporto pubblico carente, rendendo gli spostamenti un obbligo che incide direttamente sulle retribuzioni.

La richiesta dei sindacati alla grande distribuzione

In questo contesto, Filcams Cgil Calabria, Fisascat Cisl Calabria e Uiltucs Uil Calabria hanno chiesto alle aziende della grande distribuzione organizzata l’apertura di un confronto urgente sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione della mobilità del personale.

“Non siamo di fronte a un’emergenza temporanea – spiegano le organizzazioni sindacali – ma a una condizione strutturale che rischia di compromettere la sostenibilità del lavoro. Se una parte crescente del salario viene assorbita dai costi per raggiungere il posto di lavoro, si pone un problema che riguarda la dignità stessa del lavoro”.

Il nodo dei turni spezzati nella Gdo

Uno degli aspetti più critici riguarda l’organizzazione dei turni nella grande distribuzione. I sindacati puntano il dito contro i turni spezzati, ritenuti una delle principali distorsioni del sistema.

“Moltiplicano gli spostamenti quotidiani, aumentano i costi individuali e scaricano sui lavoratori inefficienze organizzative che dovrebbero essere in capo alle aziende”, sottolineano. In molti casi, le pause tra un turno e l’altro si trasformano in permanenze forzate lontano da casa, senza servizi adeguati e con ulteriori spese a carico dei dipendenti.

Le proposte per cambiare l’organizzazione del lavoro

Le organizzazioni sindacali chiedono un cambio netto di impostazione che parta dal superamento dei turni spezzati a favore di turni continuativi, accompagnato da una pianificazione degli orari che tenga conto delle reali distanze tra casa e luogo di lavoro.

Allo stesso tempo, sollecitano una riduzione degli spostamenti tra diversi punti vendita, limitandoli ai soli casi necessari e sostenibili, e l’introduzione di misure economiche di compensazione come bonus carburante e indennità per le situazioni più gravose. Viene inoltre evidenziata la necessità di una maggiore coerenza tra turnazioni e servizi di trasporto pubblico, oggi considerati insufficienti.

“Non scaricare i costi sui lavoratori”

“Il messaggio è chiaro – concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Calabria –: non è più accettabile che il costo dell’organizzazione del lavoro venga scaricato interamente su lavoratrici e lavoratori”. Un tema che, in Calabria, assume una valenza ancora più ampia, incidendo sulla tenuta sociale complessiva e richiedendo, secondo i sindacati, una risposta immediata da parte delle aziende.

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