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15 Febbraio 2026
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Nordio sul Csm: “Il sorteggio eliminerà il sistema para-mafioso delle correnti”. Schlein: “Parole gravissime”

Il Guardasigilli difende la riforma della giustizia in vista del referendum del 22-23 marzo. Schlein attacca: “Meloni prenda le distanze”. Conte: “Getta fango sulla magistratura”

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La campagna sul referendum costituzionale sulla giustizia si infiamma. A scatenare la polemica è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che in un’intervista ha definito il sistema delle correnti nel Csm un meccanismo “para-mafioso” che solo il sorteggio potrebbe spezzare. Parole che hanno provocato la reazione immediata delle opposizioni, dal Pd al M5S, e riaperto lo scontro sul cuore della riforma.

Nordio: “Sorteggio per rompere il verminaio correntizio”

Parlando di uno dei punti chiave della riforma sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo, Nordio ha descritto le correnti della magistratura come una “consorteria autoreferenziale” e un sistema di potere e carriera che, a suo dire, condizionerebbe le dinamiche interne al Consiglio superiore della magistratura.

Secondo il Guardasigilli, il sorteggio dei componenti del Csm sarebbe lo strumento in grado di interrompere quello che ha definito un “verminaio correntizio”, citando anche espressioni già utilizzate in passato dall’ex procuratore antimafia Franco Roberti.

Nordio ha inoltre escluso che l’esito del referendum possa avere ripercussioni sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “Se vincesse il No non cadrebbe il governo. Si fermerebbe solo la riforma”.

Schlein: “Parole gravissime, insultano chi ha combattuto le mafie”

Durissima la replica della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. “Assimilare i magistrati ai mafiosi è gravissimo, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia”, ha dichiarato, chiedendo che la premier prenda le distanze e che Nordio si scusi.

Schlein ha ricordato il sacrificio di magistrati come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino e Rocco Chinnici, sottolineando che certe parole rischiano di offendere la memoria di chi ha pagato con la vita la lotta alle mafie.

Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di dichiarazioni che “gettano fango sulla magistratura”.

Referendum e scontro politico

Il referendum sulla riforma della giustizia assume così una valenza sempre più politica. Per le opposizioni, la proposta sul Csm rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione. Per il governo, invece, il sorteggio rappresenterebbe un argine al peso delle correnti e un passo verso una maggiore imparzialità.

Nel dibattito interviene anche Nicola Fratoianni, che parla di una consultazione inevitabilmente politica e di un confronto che riguarda l’architettura stessa dell’equilibrio costituzionale.

Il nodo Csm al centro della riforma

Il cuore dello scontro resta il Consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno delle toghe. Il governo sostiene che l’attuale sistema favorisca dinamiche interne opache e logiche di appartenenza. Le opposizioni replicano che il linguaggio utilizzato dal ministro rischia di delegittimare l’intera magistratura.

La campagna referendaria entra così nella fase più tesa, tra accuse di delegittimazione e richiami alla memoria delle vittime della mafia. E lo scontro politico promette di intensificarsi nelle settimane che precedono il voto.

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