Colpo di scena giudiziario nel filone parallelo all’operazione “Perseo”. La Corte di Appello di Catanzaro, giudicando in sede di rinvio dalla Cassazione, ha escluso il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di Franco Trovato, riqualificando il fatto come minaccia grave e rideterminando la pena in quattro anni di reclusione.
Una decisione che arriva dopo un lungo iter processuale e che modifica in modo sostanziale il quadro accusatorio iniziale.
L’inchiesta della Dda e il legame con l’operazione “Perseo”
Trovato era stato coinvolto in una più ampia attività investigativa condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, sviluppata parallelamente all’operazione “Perseo”, conclusasi con il riconoscimento di responsabilità penali per numerosi imputati accusati anche di gravi delitti.
Al centro della vicenda che riguarda Trovato vi sarebbe stata un’articolata truffa assicurativa, evolutasi successivamente – secondo l’impostazione accusatoria originaria – in un’estorsione ai danni di una compagnia assicurativa e del soggetto che avrebbe materialmente presentato una richiesta di risarcimento per un sinistro mai avvenuto.
In una prima fase risultò coinvolto anche un avvocato del Foro di Lamezia Terme.
Le condanne in primo grado e l’assoluzione dell’avvocato
All’esito del processo di primo grado, sia Trovato sia il legale erano stati condannati per truffa ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. Per Trovato la pena era stata fissata in sette anni e sette mesi di reclusione, mentre per l’avvocato in cinque anni.
Nel successivo giudizio di appello, il professionista venne assolto, mentre per Trovato fu confermata integralmente la condanna di primo grado. Da qui il ricorso in Cassazione, con la difesa che ha contestato la qualificazione giuridica del fatto estorsivo, sostenendo l’insussistenza del reato e chiedendo la derubricazione a minaccia aggravata.
La decisione della Corte d’Appello dopo il rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio, disponendo un nuovo giudizio limitatamente alla corretta qualificazione giuridica del fatto contestato come estorsione.
Nel nuovo esame, la Corte d’Appello di Catanzaro ha accolto le tesi difensive, escludendo il delitto di estorsione e qualificando la condotta come minaccia grave. La pena è stata così rideterminata in quattro anni di reclusione.
Nei diversi gradi di giudizio, Franco Trovato è stato difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Antonio Larussa.









