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22 Aprile 2026
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Poliziotto aggredito a Crotone, la famiglia Chimirri verso il processo: quattro richieste di rinvio a giudizio

Al centro della vicenda l’uccisione di Francesco Chimirri, pizzaiolo noto sui social, colpito da un proiettile partito dalla pistola dell'agente per il quale è stata chiesta l’archiviazione per omicidio ma i familiari della vittima si oppongono

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Saranno davanti al gup Assunta Palumbo il prossimo 29 aprile i quattro membri della famiglia Chimirri, per i quali la Procura di Crotone ha chiesto il rinvio a giudizio in relazione alla violenta aggressione ai danni del vice ispettore di polizia Giuseppe Sortino, avvenuta il 7 ottobre 2024 nel quartiere Lampanaro.

Al centro del procedimento l’episodio che portò alla morte di Francesco Chimirri, 44 anni, pizzaiolo e volto noto di TikTok, ucciso da un colpo partito dalla pistola d’ordinanza del poliziotto durante una colluttazione.

Le accuse: tentato omicidio e lesioni pluriaggravate

A rischiare il processo sono: Domenico Chimirri, 67 anni (padre della vittima); Domenico Chimirri, 19 anni (figlio della vittima); Antonio Chimirri, 42 anni; Mario Chimirri, 37 anni (fratelli del pizzaiolo ucciso). I quattro sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio aggravato, lesioni personali pluriaggravate, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, nonché di porto abusivo di armi e oggetti atti a offendere.

La dinamica ricostruita dai Ris di Messina

Secondo le indagini dei carabinieri, supportate da analisi scientifiche del Ris di Messina e da filmati di videosorveglianza, il pestaggio sarebbe avvenuto dopo un inseguimento del vice ispettore Sortino nei confronti di Francesco Chimirri, che poco prima avrebbe causato due lievi incidenti stradali lungo la Statale 106.

Arrivato nel rione Lampanaro, l’agente sarebbe stato colpito da padre e figlio Chimirri. Dopo lo sparo che causò la morte del pizzaiolo, l’aggressione sarebbe proseguita da parte degli altri tre congiunti.

Il gesto che evitò una seconda tragedia

Un dettaglio rilevante della ricostruzione riguarda proprio il padre del pizzaiolo, che – secondo gli inquirenti – avrebbe impedito al nipote di usare la pistola dell’agente per vendicare la morte del padre. Un gesto che, se confermato, ha evitato una potenziale seconda tragedia.

Sortino verso l’archiviazione per l’accusa di omicidio

Parallelamente, il pm Alessandro Rho ha presentato istanza di archiviazione per il reato di omicidio a carico di Giuseppe Sortino, ritenendo che l’agente abbia agito in situazione di legittima difesa. Una decisione contestata dalla famiglia Chimirri, che – tramite gli avvocati Tiziano Saporito e Andrea Filici – ha depositato opposizione, chiedendo ulteriori indagini.

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