29 Giugno 2026
29 Giugno 2026
spot_img

Ponte sullo Stretto, Saccomanno indagato per corruzione: il Rotary lo caccia dalla guida del Distretto 2102, lui si ribella e porta i documenti

L’avvocato reggino, ex consigliere della Stretto di Messina Spa e collaboratore di Salvini, finisce nell’inchiesta della Procura di Roma. Poi la guerra interna all’associazione: dimissioni forzate, nomina contestata, un parere legale che chiede la revoca immediata del provvedimento

spot_img

La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito della progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta e riportato dagli organi di informazione nazionali, tra le persone coinvolte figura Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato 71enne, già componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina S.p.A. fino al 29 aprile 2026 e collaboratore del ministro Matteo Salvini.

Con lui risultano coinvolti anche Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti ed ex numero uno della sezione giurisdizionale del Lazio, e Vincenzo Virgiglio, imprenditore e responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”. Secondo la ricostruzione investigativa, i tre avrebbero tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo dell’opera. Saccomanno e Virgiglio avrebbero avvicinato Miele prospettandogli un sostegno per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento, in cambio di una sua «fattiva azione» a favore della Stretto di Messina S.p.A.

Il 9 giugno 2026 la Procura di Roma ha disposto nei confronti di Saccomanno l’acquisizione di telefono cellulare e computer nell’ambito dell’inchiesta. La vicenda ha immediatamente avuto ampia eco mediatica, aprendo anche un fronte interno al Rotary International Distretto 2102, di cui l’avvocato era Governatore Eletto con mandato previsto dal 1° luglio 2026.

La versione di Saccomanno: «Nessun avviso di garanzia»

Il giorno successivo, il 10 giugno, Saccomanno ha inviato una nota al Presidente del Rotary International Francesco Arezzo e al Direttore di Zona Massimo Ballotta, comunicando la decisione di farsi temporaneamente da parte e di differire l’assunzione delle funzioni di Governatore «sino a quando la mia posizione non sarà chiarita», nell’interesse dell’istituzione rotariana.

Nella stessa comunicazione, l’avvocato sostiene che non gli sia stato notificato alcun avviso di garanzia, che non gli sia stato contestato alcun capo di imputazione e che non sia stato disposto alcun rinvio a giudizio nei suoi confronti. A sostegno della propria ricostruzione allega un certificato della Procura della Repubblica di Palmi del 19 maggio 2026 e un certificato dei carichi pendenti rilasciato dalla Procura di Roma il 18 giugno 2026.

Le dimissioni e il nodo procedurale

Secondo la ricostruzione contenuta nella documentazione diffusa da Saccomanno, mentre si trovava a Parma per un’udienza gli sarebbe stato comunicato che avrebbe dovuto presentare «dimissioni secche», altrimenti il Presidente Arezzo avrebbe proceduto alla sua destituzione. L’avvocato riferisce quindi di aver fatto trasmettere dal figlio Andrea le dimissioni «dalla carica di Governatore del Distretto Rotary 2102 per l’anno rotariano 2026/2027».

Da questo momento nasce il nodo giuridico sviluppato nella successiva lettera del 22 giugno indirizzata al Presidente Eletto Olayinka Hakeem Babalola.

Secondo la tesi sostenuta da Saccomanno, egli non avrebbe mai rassegnato le dimissioni dalla posizione di Governatore Eletto, ma esclusivamente dalla carica di Governatore destinata ad assumere efficacia dal 1° luglio 2026. Da questa distinzione deriverebbe, secondo la sua interpretazione, l’applicazione non dell’articolo 27.040.03 del Code of Policies, bensì dell’articolo 16.050 del Regolamento del Rotary International, che prevede la sostituzione con il Vicegovernatore.

La nomina di De Marco

Il 23 giugno 2026 il Segretario Distrettuale Francesco Chiaia comunicava ai soci che il Presidente Internazionale Francesco Arezzo, consultati il Direttore Alain Van de Poel e il Direttore eletto Massimo Ballotta, aveva nominato Amedeo De Marco Governatore del Distretto 2102 per l’anno rotariano 2026/2027.

La procedura richiamava l’articolo 27.040.03 del Code of Policies, secondo il quale il Presidente è autorizzato a nominare un Rotariano per coprire un posto vacante nella carica di Governatore o Governatore Eletto, previa consultazione con il Direttore di zona.

La richiesta degli atti

Dopo la comunicazione della nomina, Saccomanno ha chiesto agli uffici del Rotary copia degli atti adottati dal Presidente Internazionale.

Secondo quanto emerge dalle email allegate alla documentazione diffusa dallo stesso Saccomanno, la funzionaria di Zurigo Kathrin Persiano avrebbe risposto che non vi erano ulteriori comunicazioni sulla procedura di sostituzione e che la nomina non aveva comportato l’adozione di alcun verbale o provvedimento scritto. In una successiva email del 25 giugno avrebbe inoltre precisato che, a seguito delle dimissioni, «si è semplicemente proceduto alla selezione di un Rotariano disponibile a ricoprire il ruolo».

Il parere pro veritate

Per sostenere la propria tesi, Saccomanno ha incaricato il prof. avv. Luciano Maria Delfino, giuslavorista e arbitragista di Reggio Calabria, di redigere un parere pro veritate.

Secondo il giurista, le dimissioni avrebbero dovuto produrre effetti soltanto dal 1° luglio 2026, data di decorrenza dell’incarico di Governatore. Qualunque diversa interpretazione viene definita nel parere «un esercizio giuridico del tutto arbitrario, paradossale e tecnicamente insostenibile», fino ad arrivare all’espressione latina «tamquam non esset».

Sempre secondo il parere, il provvedimento contestato avrebbe inoltre violato il principio della presunzione di innocenza sancito dall’articolo 27 della Costituzione e dall’articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, trattando di fatto Saccomanno come colpevole prima di un eventuale accertamento giudiziario definitivo.

La conclusione del professionista è netta: il provvedimento comunicato dal Rotary International, che secondo la ricostruzione contenuta nel parere sarebbe privo di un atto scritto e di una motivazione formale, dovrebbe essere revocato.

La lettera ai soci

Con una comunicazione inviata ai soci del Distretto 2102, Saccomanno ha deciso di rendere pubblico l’intero fascicolo composto da lettere, email, certificati giudiziari e parere legale, annunciando di essere pronto a tutelare le proprie ragioni anche nelle sedi giudiziarie.

Nella stessa comunicazione ribadisce di non avere mai rassegnato le dimissioni dall’incarico di Governatore Eletto e sostiene che la lettera successivamente inviata dal Governatore De Marco contenga un’inesattezza su questo punto, circostanza che, a suo avviso, avrebbe inciso sull’applicazione della normativa rotariana.

Il messaggio si conclude con parole di forte amarezza: «Avrei davvero evitato di scrivere questa nota, ma ho dovuto — e devo — tutelare in ogni modo la mia dignità, la mia reputazione e la correttezza delle mie condotte. Non ho altri interessi e ho sempre difeso l’immagine e il valore del Rotary. Oggi restano tanti rammarichi e tanta malinconia».

La vicenda resta quindi aperta su un doppio binario: quello dell’inchiesta della Procura di Roma e quello del confronto interno al Rotary, rispetto al quale Saccomanno contesta la procedura seguita per la propria sostituzione e annuncia ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela della propria posizione.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img