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25 Febbraio 2026
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Processo Cutro, la Guardia di finanza sapeva dei migranti: emergono le chat tra ufficiali

Durante il processo sui presunti ritardi nei soccorsi, viene confermato che l’avvistamento dei migranti era noto dalla notte precedente al naufragio

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Durante la quarta udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco naufragato a Cutro, emerge che la Guardia di Finanza era a conoscenza della presenza di migranti già nella notte del 25 febbraio 2023. In aula si discute anche di policy operative e di una “exit strategy” tra gli ufficiali.

La comunicazione della Guardia di finanza

Secondo quanto emerso in aula, alle 23:20 del 25 febbraio 2023, la Centrale operativa nazionale della Guardia di finanza aveva segnalato il caicco “Summer Love” come “natante con migranti”.

La conferma è arrivata dal maggiore dei carabinieri Nicola Cara, che ha letto l’annotazione nel registro di sala del Roan di Vibo Valentia. Il messaggio indicava che l’avvistamento era stato effettuato da Eagle 1, l’aereo di Frontex.

Policy e regole di ingaggio

Nel corso dell’udienza, l’indagine ha preso in esame una direttiva del 24 giugno 2022, definita dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino come di “livello politico”, riferendosi alla policy e non alle attività operative.

Tale direttiva riguardava il riassetto dei dispositivi della Guardia di finanza entro le 12 miglia. D’Agostino ha chiarito che il termine “politico” non indica l’intervento diretto dei politici, ma serve a distinguere le istruzioni dalle normali operazioni di bordo.

Exit strategy tra gli ufficiali

Il dibattito in aula ha anche evidenziato l’esistenza di una exit strategy individuata in chat tra ufficiali della Guardia di finanza, presumibilmente per gestire le indagini interne e le eventuali responsabilità legate ai ritardi nei soccorsi.

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