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8 Giugno 2026
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Sangue e gelosia a Sant’Onofrio, l’autore della gambizzazione: “Mi hanno pestato”. Dietro gli spari una ragazza contesa

Si tratta di un imbianchino rientrato dalla Svizzera, si è presentato ai carabinieri accompagnato dal suo legale. Il giovane avrebbe consegnato anche la pistola usata per ferire il coetaneo

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Notte di tensione a Sant’Onofrio dove quattro colpi di pistola hanno turbato la vita dei residenti. Ma il mistero sull’autore del gesto è durato poche ore. Kevin Galati, 21 anni, originario di San Calogero ma residente in Svizzera per motivi di lavoro, si è presentato spontaneamente presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia. Accompagnato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Vecchio, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità in merito al ferimento del coetaneo F.F., raggiunto da due proiettili agli arti inferiori durante un concitato confronto avvenuto in via Casalvecchio. La posizione del ragazzo resta ora al vaglio della Procura di Vibo, che dovrà valutare l’emissione di un provvedimento di fermo mentre gli inquirenti incrociano i dati della confessione con i rilievi effettuati sulla scena del crimine.

La versione della difesa tra pestaggi e minacce di morte

Il racconto fornito dal giovane durante l’interrogatorio delinea uno scenario di forti tensioni personali che avrebbero preceduto l’esplosione dei colpi. Secondo la versione di Galati, la sua presenza a Sant’Onofrio era legata esclusivamente alla volontà di incontrare la ragazza con cui ha intrapreso una relazione sentimentale. In quel frangente sarebbe stato intercettato dall’ex fidanzato della giovane e da un gruppo di altre persone. Il ventunenne ha denunciato una vera e propria aggressione di gruppo, sostenendo di essere stato circondato e colpito violentemente.

Galati ha riferito agli inquirenti la gravità di quei momenti concitati: “Mi hanno pestato e minacciato” avrebbe dichiarato, spiegando come gli fosse stato intimato di non rimettere mai più piede nel comune vibonese. Sarebbe stata proprio questa escalation di violenza a spingerlo a estrarre l’arma e a fare fuoco verso il rivale, mirando alle gambe.

Il ritrovamento dell’arma e le analisi balistiche

Un elemento cruciale per la solidità dell’impianto accusatorio è rappresentato dal rinvenimento della pistola utilizzata per la gambizzazione. È stato lo stesso Galati a indicare ai militari il luogo esatto in cui si era sbarazzato dell’arma subito dopo la fuga. I Carabinieri l’hanno recuperata e inviata ai laboratori specializzati per le analisi balistiche di rito, necessarie a confermare la compatibilità con i bossoli repertati a pochi passi dalla piazza principale del paese. Nel frattempo, la vittima dell’agguato rimane ricoverata presso l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia; le sue condizioni sono stabili e, fortunatamente, i medici hanno escluso il pericolo di vita, nonostante la gravità delle ferite riportate.

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