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27 Febbraio 2026
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Ordini in codice al telefono e droga a domicilio come delivery: sgominata rete di spaccio nel Reventino, 6 indagati

Le indagini dei carabinieri hanno svelato un sistema di spaccio basato su ordini con linguaggio criptato. Le intercettazioni, incrociate con pedinamenti e sequestri, hanno documentato decine di cessioni

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Un sistema strutturato, organizzato, radicato nel territorio. Con un dettaglio che racconta molto del metodo utilizzato: un linguaggio in codice, frasi brevi e appuntamenti fissati con un semplice “ok”. Dietro conversazioni apparentemente innocue si nascondeva, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una vera e propria rete di spaccio di droga nel Reventino.

È quanto emerso dall’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, che ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sei soggetti.

Linguaggio criptico e appuntamenti con un “ok”

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno rappresentato il cuore dell’inchiesta. Gli indagati, secondo quanto ricostruito, alternavano espressioni esplicite a frasi volutamente ambigue per mascherare le cessioni di sostanze stupefacenti.

Conversazioni ridotte all’essenziale: “posso venire”, “passo”, “ci vediamo”, “sono a Soveria”. Risposte rapide: “ok” oppure “no”. Nessun dettaglio superfluo, nessuna parola in più. Termini come “sciroppo”, “latte”, “nera”, “bianca”, “compresse”, “pillole” e perfino “palla di Natale” sarebbero stati utilizzati per indicare eroina, cocaina, metanfetamina e relativi quantitativi.

Nonostante il tentativo di rendere il linguaggio indecifrabile, l’analisi investigativa incrociata con i pedinamenti ha permesso di ricostruire con precisione il significato reale delle comunicazioni.

Delivery della droga anche a domicilio

Le consegne, secondo quanto emerso, avvenivano prevalentemente presso abitazioni private o nelle immediate vicinanze dei soggetti coinvolti nello spaccio. Ma non solo.

In diversi casi si sarebbe trattato di vere e proprie consegne a domicilio, con la droga recapitata direttamente presso l’abitazione dell’acquirente. Una modalità operativa che richiama un sistema organizzato e stabile nel tempo.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati effettuati anche sequestri di sostanza stupefacente, che hanno fornito riscontri concreti alle intercettazioni, documentando circa 50 cessioni di droga di vario genere.

Indagine nel solco di “Reventino in Lockdown”

L’operazione si inserisce nel solco di un’altra attività investigativa, denominata “Reventino in Lockdown”, conclusa poche settimane fa sempre dalla Compagnia di Soveria Mannelli.

Un segnale della pressione costante esercitata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro nel contrasto ai traffici di sostanze stupefacenti, spesso destinati a giovani e giovanissimi del territorio.

I provvedimenti sono stati emessi dal Procuratore facente funzione di Lamezia Terme, Vincenzo Quaranta.

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