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11 Maggio 2026
11 Maggio 2026
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Spari e minacce al “Castello” di Sangineto: misura cautelare per Giuseppe Scornaienchi

Svolta nelle indagini sugli spari alla discoteca del Cosentino. I rilievi scientifici del RIS e i filmati di sorveglianza incastrano il presunto autore materiale, già dietro le sbarre dopo una recente latitanza.

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Uno scaldacollo abbandonato e i fotogrammi delle telecamere chiudono il cerchio attorno a Giuseppe Scornaienchi. I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza hanno notificato all’indagato, già detenuto, una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro. Il provvedimento stabilisce la custodia in carcere per porto illegale di arma da sparo e gli arresti domiciliari per tentata violenza privata.

La notte di fuoco del 14 agosto

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, ricostruisce i fatti del 14 agosto 2025. In quella data, ignoti esplosero diversi colpi d’arma da fuoco contro l’ingresso della nota discoteca “Il Castello” di Sangineto, lasciando sul posto una lettera minatoria. Le indagini, partite dalla Compagnia di Scalea e rifinite dal Nucleo Investigativo di Cosenza, avevano già coinvolto un complice di Scornaienchi, arrestato nell’ambito della maxi-operazione “Thyrrenum”.

Il DNA e la videosorveglianza

Gli ultimi approfondimenti investigativi attribuiscono ora a Scornaienchi il ruolo di presunto esecutore materiale. Le prove poggiano su una “scrupolosa analisi” dei sistemi di videosorveglianza e sui riscontri scientifici del RIS di Messina. Decisive le tracce biologiche rinvenute su uno scaldacollo, trovato nei pressi dell’auto usata per l’azione e abbandonata nei giorni successivi al raid.

Dalla latitanza alla cella

Scornaienchi riceve questa nuova notifica in stato di detenzione. Il presunto autore della sparatoria era infatti finito in manette lo scorso 8 gennaio, quando i militari interruppero la sua latitanza. Il nuovo provvedimento inserisce l’episodio di Sangineto in un più ampio contesto di dinamiche criminali sul litorale cosentino.

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