I due cittadini pakistani accusati dell’omicidio di quattro braccianti morti nel rogo di un minivan resteranno detenuti nel carcere di Castrovillari. Il giudice ha accolto la richiesta della Procura, contestando l’omicidio plurimo e pluriaggravato.
Convalidato il fermo dei due indagati
Proseguono le indagini sulla drammatica strage di Amendolara, costata la vita a quattro braccianti morti carbonizzati all’interno di un minivan. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi trentunenni, ritenuti responsabili dell’efferato delitto avvenuto lungo la costa ionica cosentina.
I due uomini sono accusati di omicidio plurimo e pluriaggravato per la morte dei quattro lavoratori migranti che hanno perso la vita nel rogo del veicolo.
Disposta la custodia cautelare in carcere
Contestualmente alla convalida del fermo, il gip ha disposto nei confronti dei due indagati la misura della custodia cautelare in carcere, confermando la permanenza nella casa circondariale di Castrovillari.
Ahmed e Raza erano stati fermati nella giornata di lunedì dalla Procura della Repubblica di Castrovillari al termine di un lungo interrogatorio condotto dagli investigatori che, nel giro di poche ore dalla tragedia, avevano raccolto elementi ritenuti determinanti per ricostruire quanto accaduto.
L’inchiesta sulla morte dei quattro braccianti
L’inchiesta continua ora per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e definire con precisione il movente e la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte dei quattro giovani lavoratori stranieri. Gli investigatori stanno proseguendo nell’analisi degli elementi raccolti, mentre nei prossimi giorni sono attesi ulteriori accertamenti tecnici e medico-legali utili a consolidare il quadro probatorio.









