È stato dimesso dall’ospedale il 52enne di origine pakistana ferito a colpi di fucile nel rione Monacelli, a Gioia Tauro. L’aggressione, avvenuta domenica scorsa mentre l’uomo stava tornando a casa, aveva provocato momenti di forte preoccupazione nel quartiere, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul territorio.
Dopo il primo intervento sanitario, il ferito era stato trasferito al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove è rimasto sotto osservazione per gli accertamenti e le cure necessarie. Le sue condizioni sono progressivamente migliorate e, a distanza di una settimana dall’episodio, i medici hanno disposto le dimissioni.
L’uomo è fuori pericolo, ma dovrà continuare il percorso di cura e sottoporsi ai controlli specialistici prescritti dai sanitari.
I pallini metallici e le ferite riportate
Gli accertamenti diagnostici hanno evidenziato la presenza di numerosi corpi estranei metallici nei tessuti molli della zona lombare, dei glutei e di entrambe le gambe. La distribuzione delle ferite è compatibile con una scarica di pallini esplosa alle spalle della vittima.
Gli esami non avrebbero tuttavia rilevato lesioni traumatiche agli organi interni né fratture. Un quadro clinico che, nonostante la quantità di ferite riportate, ha escluso le complicazioni più gravi.
La dinamica dell’aggressione resta al vaglio degli investigatori, impegnati a ricostruire i momenti precedenti e successivi agli spari.
Gioia Tauro, la nuova pista dello scambio di persona
La novità più significativa riguarda il possibile movente. Le indagini sull’agguato nel rione Monacelli starebbero infatti prendendo una direzione diversa rispetto alle prime ipotesi formulate dopo l’episodio.
Tra gli scenari attualmente valutati c’è quello di un possibile scambio di persona. Secondo la ricostruzione investigativa riportata nelle informazioni disponibili, l’uomo che avrebbe esploso i colpi sarebbe italiano e potrebbe aver agito pensando di colpire un’altra persona.
Se confermata, questa circostanza ridimensionerebbe la pista iniziale di un contrasto tra gruppi contrapposti di cittadini pakistani, ipotesi presa in considerazione nelle prime fasi dell’inchiesta.
Resta comunque da chiarire chi fosse il possibile destinatario dell’aggressione e quali ragioni possano aver spinto l’autore a impugnare un fucile.
Le indagini proseguono, controlli rafforzati nel quartiere
Gli investigatori stanno lavorando per individuare il responsabile e verificare la fondatezza delle diverse ricostruzioni. Il possibile errore nell’individuazione del bersaglio rappresenta uno degli elementi da approfondire per comprendere l’origine dell’agguato e il contesto nel quale è maturato.
Nel frattempo, a Gioia Tauro sono stati intensificati i controlli delle forze dell’ordine, con particolare attenzione alla zona interessata dall’episodio.













