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19 Maggio 2026
19 Maggio 2026
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Vicini “spiati” col telefono ad Aprigliano: il giudice smonta l’accusa, anziana assolta

Il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste. Si chiude così il procedimento a carico di una donna di quasi ottant’anni accusata di violazione della privacy

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Si chiude con un’assoluzione piena il procedimento a carico di una donna di quasi ottant’anni residente ad Aprigliano, finita sotto accusa per presunte riprese effettuate con il cellulare ai danni dei vicini di casa. Il Tribunale di Cosenza, presieduto dal giudice Antico, ha infatti stabilito che il fatto non sussiste, escludendo la configurabilità del reato contestato.

Le denunce dei vicini e l’avvio del procedimento

L’indagine era nata dalle segnalazioni di alcuni residenti della zona, che avevano denunciato presunte registrazioni video realizzate dalla donna tramite smartphone. Secondo l’impostazione accusatoria, le riprese sarebbero state effettuate in modo ripetuto e tali da interessare spazi riconducibili alla sfera privata dei vicini, configurando una violazione della normativa sulla riservatezza.

Il processo e l’istruttoria in Tribunale

Nel corso del dibattimento, il giudice ha disposto un’attività istruttoria approfondita, ascoltando diversi elementi probatori e un testimone della difesa, un carabiniere in servizio a Rogliano. È stata inoltre acquisita la versione dell’imputata, esaminata direttamente in aula nel corso del procedimento.

La difesa e l’assoluzione

La linea difensiva, sostenuta dall’avvocato Pierluigi Pugliese, è stata accolta dal Tribunale, che ha ritenuto non dimostrata la condotta contestata e comunque non integrata la fattispecie di reato. Il giudice ha quindi pronunciato assoluzione piena, evidenziando l’assenza del fatto contestato e richiamando una lettura sostanziale della normativa in materia di privacy, da applicarsi in base alla ratio e alle finalità di tutela dei diritti coinvolti.

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