Il sistema di assistenza alle persone con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) entra in una nuova fase con il progetto nazionale “Ovunque vicini – Assistenza specialistica per le persone con SLA”, promosso da Aisla in collaborazione con centri clinici e partner tecnologici.
Al centro del modello c’è l’app Isa, che consente l’attivazione di visite a domicilio, televisite e supporto specialistico continuo, con l’obiettivo di ridurre frammentazione e disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Calabria regione pilota: “Welfare della presenza”
La Calabria è tra le tre regioni scelte per la sperimentazione iniziale, insieme a Basilicata e Veneto. Una scelta che punta a testare il modello in contesti territoriali differenti per complessità geografica e organizzativa.
L’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Abbiamo aderito con convinzione a ‘Ovunque vicini’ perché rispecchia il Welfare della presenza che stiamo costruendo in Calabria, un modello concreto in cui le istituzioni azzerano le distanze geografiche, portando l’alta specialistica e il supporto sociale direttamente a casa del paziente”.
Un’impostazione che si inserisce nel percorso regionale verso una sanità più territoriale e accessibile, con particolare attenzione ai pazienti fragili e ai caregiver.
Isa: tecnologia al servizio della continuità assistenziale
Il cuore operativo del progetto è rappresentato dalla piattaforma digitale Isa, che consente alle persone con SLA e alle loro famiglie di accedere a un sistema integrato di assistenza specialistica. Attraverso l’app è possibile attivare richieste di supporto clinico, avviare televisite con i professionisti dei centri specializzati, ottenere orientamento in ambito sociale e beneficiare di una presa in carico più rapida e coordinata.
Nel modello presentato, il primo contatto con gli operatori può avvenire entro quattro ore nelle fasce di operatività del servizio, con un significativo abbattimento dei tempi di risposta rispetto ai percorsi sanitari tradizionali.
L’obiettivo del progetto è la costruzione di una infrastruttura nazionale di prossimità specialistica, capace di spostare una parte significativa dell’assistenza fuori dall’ospedale e di integrarla nella quotidianità dei pazienti e delle loro famiglie.
Un nuovo paradigma: dalla cura episodica alla continuità
Il progetto si inserisce in una trasformazione più ampia della medicina contemporanea. Come evidenziato dagli specialisti coinvolti, la SLA impone un cambio di paradigma verso una medicina della continuità, integrando assistenza clinica, supporto sociale e domiciliarità.
Innovazione e rete tra pubblico e privato sociale
Il modello “Ovunque vicini” nasce da una collaborazione tra soggetti istituzionali, centri clinici e realtà del terzo settore, con il contributo anche di partner finanziari e tecnologici. L’idea è consolidare un ecosistema in cui innovazione digitale e prossimità assistenziale diventino strumenti strutturali del welfare sanitario, non sperimentazioni isolate.








