5 Agosto 2026
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Accordo sul risarcimento per la morte del piccolo Domenico Caliendo: chiusa la vicenda civile

L'Azienda ospedaliera dei Colli annuncia la conclusione dell'intesa transattiva dopo il decesso del bambino sottoposto a trapianto di cuore

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Si chiude con un accordo transattivo la vicenda giudiziaria legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto a due anni dal trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo che l’organo era risultato danneggiato. A comunicarlo è l’Azienda ospedaliera dei Colli, che in una nota conferma come il legale della famiglia, l’avvocato Francesco Petruzzi, abbia formalmente accettato la proposta economica avanzata dall’ente, sancendo così la definizione della controversia.

Accertamenti tecnici e giuridici prima della proposta

L’ospedale spiega che l’accordo è stato raggiunto solo al termine di un lungo percorso di valutazione, caratterizzato da approfondimenti sia sul piano tecnico sia su quello giuridico. Secondo quanto riferito dall’Azienda, le verifiche hanno consentito di ricostruire ogni aspetto della vicenda e di formulare una proposta conforme alla normativa vigente.

Nella nota viene precisato che il calcolo del risarcimento del danno è stato effettuato seguendo i criteri previsti dalla legge e gli orientamenti consolidati della giurisprudenza nazionale, con l’obiettivo di garantire un ristoro economico ritenuto equo e proporzionato.

L’ospedale: “Accordo conforme alla legge”

L’Azienda ospedaliera dei Colli, assistita dagli avvocati Raffaella Di Nardo e Arturo Testa, sottolinea che l’intesa raggiunta ha consentito di soddisfare le richieste delle parti coinvolte. “L’intesa raggiunta soddisfa pienamente le richieste delle parti. Il risultato dimostra come il rigore metodologico e il confronto basato su dati oggettivi abbiano permesso di trovare una soluzione condivisa, conforme alla legge e idonea a tutelare tutti i diritti coinvolti”, si legge nella nota diffusa dall’Azienda.

“Vicinanza alla famiglia” e possibili azioni di rivalsa

Contestualmente alla definizione dell’accordo, l’ospedale ha espresso la propria vicinanza ai familiari del bambino, ribadendo il rispetto per il dolore causato dalla tragedia. L’Azienda ha inoltre annunciato che, al termine delle indagini e degli eventuali procedimenti giudiziari, valuterà la possibilità di esercitare azioni di rivalsa e regresso nei confronti di coloro che dovessero essere ritenuti responsabili, qualora ne ricorrano i presupposti previsti dalla legge.

La madre di Domenico: “Ora pensiamo al processo penale”

Dopo la definizione dell’accordo, è intervenuta anche Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico Caliendo, spiegando le ragioni che hanno portato la famiglia ad accettare la proposta transattiva. “Siamo molto soddisfatti perché abbiamo definito l’accordo col Monaldi, quindi non andremo a un processo civile con loro e ora possiamo finalmente pensare al processo penale che è quello che interessa realmente a me e mio marito”, ha dichiarato.

La donna ha precisato che l’aspetto economico non ha mai rappresentato la priorità della famiglia. “Non ci interessava la cifra, nessun importo potrà mai ridarci il nostro Domenico. Volevamo solo chiudere subito per poter concentrarci sul processo penale. Anche Domenico lo sta aspettando e manca poco”, ha affermato. Infine, rispondendo a una domanda sul sentimento nei confronti dei medici coinvolti nella vicenda, Patrizia Mercolino ha aggiunto: “Ve lo dirò quando saremo a processo e li guarderò negli occhi. Devo dire la verità, la rabbia adesso è molto più forte del dolore”.

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