È morto a 95 anni Robert Duvall, uno degli ultimi giganti della “New Hollywood“, volto scolpito del cinema americano e interprete di alcuni dei personaggi più iconici del grande schermo.
L’attore premio Oscar si è spento “serenamente” domenica nella sua casa di Middleburg, in Virginia, come comunicato dalla moglie Luciana attraverso l’agenzia di pubbliche relazioni della famiglia. Noto per film come “Il Padrino” (Tom Hagen) e “Apocalypse Now” (colonnello Kilgore con la celebre battuta sul “napalm al mattino“). Oscar come miglior attore protagonista nel 1984 per “Tender Mercies“.
Spento serenamente a Middleburg, Virginia
Non si terrà alcuna cerimonia ufficiale. Nel messaggio diffuso alla stampa, i familiari hanno invitato chi vorrà ricordarlo a farlo “guardando un bel film, raccontando una bella storia a tavola con gli amici o facendo un giro in auto in campagna per apprezzare la bellezza del mondo”, un omaggio semplice e coerente con lo stile riservato che ha sempre contraddistinto l’attore.
Tom Hagen ne “Il Padrino”
Duvall era entrato nell’immaginario collettivo con il ruolo di Tom Hagen ne “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, il consigliere della famiglia Corleone che ha reso indimenticabile con la sua interpretazione asciutta e intensa.
Un personaggio chiave della saga mafiosa che ha contribuito a fare del film uno dei capolavori assoluti della storia del cinema, e che ha lanciato definitivamente la carriera dell’attore nel gotha di Hollywood.
Colonnello Kilgore: “Odore del napalm al mattino”
Consolidando poi la sua fama con interpretazioni memorabili come il colonnello Kilgore in “Apocalypse Now“, figura rimasta nella storia anche per la celebre battuta sull'”odore del napalm al mattino“.
Una scena iconica del cinema americano, in cui Duvall interpreta un comandante ossessionato dal surf e dalla guerra, diventata simbolo della follia del conflitto in Vietnam e dell’assurdo militarismo americano. Un ruolo che ha dimostrato la capacità dell’attore di incarnare personaggi estremi con straordinaria credibilità.
Oscar 1984 per “Tender Mercies”
Nel 1984 aveva conquistato l’Oscar come miglior attore protagonista per “Tender Mercies“, consacrando una carriera lunga oltre sei decenni, costellata di ruoli intensi e spesso ruvidi, ma sempre attraversati da una straordinaria profondità umana.
Il riconoscimento dell’Academy per un’interpretazione che mostrava la capacità di Duvall di dare corpo a personaggi complessi e sfumati, lontani dagli stereotipi hollywoodiani. Una carriera costruita sulla misura e sull’autenticità, mai sulla ricerca dell’effetto facile.
“Ultimo gigante della New Hollywood”
Con la sua scomparsa, Hollywood perde uno degli ultimi interpreti capaci di incarnare l’America più contraddittoria: uomini duri, tormentati, spesso silenziosi, sempre credibili. Un attore che ha fatto della misura e dell’autenticità la propria cifra stilistica, lasciando un’eredità cinematografica destinata a durare.
Robert Duvall rappresentava quella generazione di attori – insieme a Pacino, De Niro, Nicholson – che negli anni ’70 ha rivoluzionato il cinema americano, portando sullo schermo una verità e una profondità psicologica mai viste prima. Un’epoca irripetibile di cui era uno degli ultimi testimoni viventi.









