Momenti di alta tensione si stanno vivendo all’interno dell’Istituto penitenziario di Enna, dove nel primo pomeriggio è scoppiata una rivolta che ha messo a dura prova la sicurezza della struttura. Stando alle prime informazioni, un gruppo di detenuti ha dato vita ad una protesta violenta, concentrando la propria azione contro il sistema di videosorveglianza interna, mandando in frantumi diverse telecamere per impedire il monitoraggio delle attività.
La dinamica
Prima della vera e propria rivolta, gli agenti di polizia penitenziaria avevano sequestrato diversi cellulari, introdotti nell’istituto di pena illegalmente e fatti avere ai detenuti, e dosi di sostanze stupefacenti. La situazione è degenerata in breve tempo, costringendo il personale di Polizia Penitenziaria a gestire un’emergenza complessa e pericolosa. Sul posto sono stati attivati tutti i protocolli previsti per fronteggiare le sommosse carcerarie, con l’obiettivo di evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Ci sarebbero solamente sei o sette agenti per 200 detenuti ad oggi reclusi.
Al momento le forze dell’ordine e i vertici dell’Istituto stanno lavorando per riportare la situazione sotto controllo e avviare tute le verifiche necessarie per comprendere le cause scatenanti della protesta. La struttura è ora circondata da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.










