La vicenda della Carta docente continua a pesare sulle casse dello Stato. L’onorevole Piccolotti (Avs) denuncia come i contenziosi legali generati dal diniego del bonus da 500 euro ai docenti precari abbiano prodotto un’enorme spesa pubblica, stimata in circa un miliardo e mezzo di euro tra ottobre 2022 e ottobre 2025. La parlamentare ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Valditara, chiedendo chiarimenti sulle azioni che intende intraprendere per ridurre il numero di ricorsi e contenere i costi.
La vicenda della Carta docente ai precari
La Carta docente, destinata all’aggiornamento professionale degli insegnanti, è stata finora riconosciuta solo ai supplenti con incarico fino al 31 agosto, escludendo la maggioranza dei precari con contratto fino al 30 giugno. I tribunali hanno accolto decine di migliaia di ricorsi, condannando lo Stato al pagamento non solo dei 500 euro, ma anche di circa 2.000 euro di spese legali per ciascun docente. Secondo Piccolotti, le nuove norme introdotte dal Decreto 127/2025, pur estendendo la Carta anche agli insegnanti con incarichi annuali, non sanano il pregresso e continuano a lasciare fuori una parte dei supplenti.
Un contenzioso che pesa sulle casse dello Stato
Il problema nasce dalla mancata applicazione delle direttive europee sulla parità di trattamento tra personale a tempo determinato e personale di ruolo, e dalla disapplicazione di sentenze della Corte di Giustizia UE. L’onorevole Piccolotti evidenzia come circa 110.000 docenti abbiano promosso o intendano promuovere ricorso, tra cui circa 30.000 per la disparità retributiva e circa 70.000 per l’equiparazione economica e giuridica al personale stabile. Le risorse pubbliche impegnate per affrontare i contenziosi avrebbero potuto essere destinate a stabilizzare i precari o ad adeguare i contratti all’inflazione crescente.
La posizione di Piccolotti
“Il Ministero di Valditara è sommerso di ricorsi e carte bollate – afferma Piccolotti –. Tre anni di ostinazione hanno generato una montagna di spese: per ogni Carta docente da 500 euro non riconosciuta, lo Stato deve quasi sempre aggiungere circa 2.000 euro di spese legali. Una cifra che ha già raggiunto il miliardo di euro e che rischia di arrivare a 1,5 miliardi. Il recente intervento normativo non risolve il problema, lasciando esclusi molti supplenti e perpetuando uno spreco enorme di denaro pubblico. Serve una strategia chiara per tutelare i lavoratori e ridurre i contenziosi”.








