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19 Giugno 2026
19 Giugno 2026
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Caso Cucchi, la Cassazione accusa: “Falsi dei Carabinieri per coprire responsabilità”. Depositate le motivazioni sui depistaggi

Nelle motivazioni della sentenza sul filone dei depistaggi dopo la morte di Stefano Cucchi, la Cassazione parla di una “chiara volontà” di occultare elementi compromettenti per l’Arma. Confermate prescrizioni e condanne, assolto il colonnello Sabatino

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Una ricostruzione durissima quella contenuta nelle motivazioni depositate dalla quinta sezione penale della Cassazione sul caso dei depistaggi legati alla morte di Stefano Cucchi.
Secondo i giudici, le false annotazioni di servizio sarebbero state realizzate per “coprire le eventuali responsabilità dei Carabinieri appartenenti al Gruppo Roma” nella vicenda che portò alla morte del geometra romano, deceduto nell’ottobre del 2009, sette giorni dopo l’arresto. Nelle novanta pagine depositate dai Supremi giudici viene ricostruita quella che viene definita una vera e propria “catena di comando” coinvolta nel tentativo di alterare e nascondere elementi ritenuti sensibili dell’inchiesta.

“Chiara volontà di occultare le condizioni fisiche di Cucchi”

La Cassazione parla di una ricostruzione “lineare” già emersa nei precedenti gradi di giudizio, sottolineando come vi fosse una “chiara volontà” di impedire che le condizioni fisiche di Stefano Cucchi, rilevate dai piantoni, potessero essere ricondotte a fatti avvenuti durante la custodia nelle strutture dell’Arma. Secondo i giudici, le annotazioni di servizio sarebbero state redatte con caratteristiche praticamente identiche proprio per rendere difficilmente individuabili le modifiche apportate e cancellare i passaggi considerati compromettenti. “L’obiettivo era occultare le modifiche e i contenuti ritenuti sensibili”, scrive la Cassazione nelle motivazioni.

Confermate prescrizioni e condanne

Con la sentenza emessa lo scorso marzo, la Suprema Corte aveva già rigettato i ricorsi dei carabinieri coinvolti nel filone processuale relativo ai depistaggi.
Tra coloro per cui è stata confermata la prescrizione figurano il generale Alessandro Casarsa, Luciano Soligo e Francesco Cavallo. La Cassazione ha invece assolto il colonnello Lorenzo Sabatino, che in appello era stato condannato a un anno e tre mesi.

Assolto Sabatino: “Mancano elementi concreti sul dolo”

Per quanto riguarda la posizione di Sabatino, i giudici spiegano che manca qualsiasi elemento concreto in grado di dimostrare una sua partecipazione consapevole al confezionamento delle false annotazioni. Secondo la Cassazione, le ipotesi accusatorie sarebbero rimaste fondate solo su “ricostruzioni congetturali” e sulla semplice esistenza di rapporti professionali con altri imputati.

Il caso Cucchi resta una ferita aperta

Le motivazioni depositate dalla Cassazione riaccendono ancora una volta l’attenzione pubblica sul caso di Stefano Cucchi, simbolo negli anni del dibattito italiano su abusi, responsabilità istituzionali e depistaggi.
A distanza di oltre quindici anni dalla morte del giovane romano, il procedimento giudiziario continua a lasciare pesanti ombre sul comportamento di parte della catena di comando coinvolta nella gestione delle indagini successive al decesso.

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