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26 Gennaio 2026
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Chiedeva 200 euro per ogni visita ma non era medico: arriva la condanna per lui e il suo staff

Lo svizzero 53enne è stato condannato a Firenze per esercizio abusivo della professione a 10 mesi e 15 giorni di reclusione, oltre che a 12.500 euro di multa

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Si spacciava per medico posturologo, iridologo e dietista, prescrivendo terapie e massaggi a scopo curativo ai pazienti in uno studio medico di Firenze. L’uomo però non era un dottore, anche se le sue “cure” costavano circa 200 euro a seduta.

La condanna

Lo svizzero 53enne è stato condannato a Firenze  per esercizio abusivo della professione a 10 mesi e 15 giorni di reclusione, oltre che a 12.500 euro di multa. Sono stati condannati con l’accusa di concorso nello stesso reato anche il direttore sanitario per il quale lavorava il finto medico 53enne: secondo l’accusa, l’uomo avrebbe consentito al finto professionista di svolgere la propria attività senza accertare che lo specialista fosse in possesso dei titoli. Il direttore sanitario è stato condannato a 9 mesi e 12mila euro di multa, mentre l’infermiera 58enne e la segretaria, che si occupava di trovare clienti al finto dottore, sono state condannate a a 8 mesi di reclusione e 11mila euro di multa.

L’avvio delle indagini

Secondo l’accusa, il medico avrebbe redatto piani terapeutici ed espresso diagnosi, prescrivendo delle cure che non avrebbe potuto somministrare. Secondo i giudici, inoltre, il medico fasullo avrebbe sottoposto a manovre e massaggi i suoi pazienti, disponendo la sospensione dell’assunzione dei farmaci. Per le “cure”, si sarebbe fatto corrispondere tra i 100 e i 200 euro a visita. Le indagini sono partite dalla segnalazione di un paziente, che si è poi costituito parte civile nel procedimento a carico del finto medico, condannato insieme a quelli che erano i suoi collaboratori, ma che secondo il giudice erano al corrente di quanto accadeva tra le mura dello studio medico. Nel peggiore dei casi, sempre stando all’accusa, il medico avrebbe continuato ad esercitare la professione senza che il direttore sanitario accertasse il possesso dei titoli necessari. (Fanpage)

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