Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha commentato il crollo della Torre dei Conti in Largo Corrado Ricci, ai Fori Imperiali, con un messaggio su Telegram che ha suscitato grande indignazione. Nel testo, la diplomatica russa ha ricordato il sostegno italiano all’Ucraina, pari a circa 2,5 miliardi di euro, e ha aggiunto:
“Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente il denaro dei contribuenti, l’Italia crollerà completamente: dall’economia alle torri“.
Le parole di Zakharova hanno immediatamente assunto toni di provocazione politica, strumentalizzando un evento drammatico per veicolare un messaggio critico verso l’Italia.
Le reazioni in Italia
La politica italiana ha reagito con fermezza e indignazione. Carlo Calenda, segretario di Azione, ha definito le parole della portavoce russa “feccia“, sottolineando la brutalità della Russia in Ucraina e criticando l’insensibilità del commento. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha condannato l’atto come “cinico e calcolato“, evidenziando la propaganda mirata a diffondere odio e discredito contro l’Italia e l’Europa.
Anche Riccardo Magi di +Europa ha definito la dichiarazione di Zakharova un’”ennesima provocazione“, suggerendo che il governo italiano dovrebbe reagire con decisione, mentre Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati, ha parlato di “sciacallaggio indegno“, sottolineando come la Russia non riesca ad accettare il sostegno italiano a Kiev.
Un attacco alla sensibilità e alla credibilità
Gli interventi politici convergono nel giudicare le parole di Zakharova come un chiaro esempio di propaganda, che sfrutta un evento drammatico per diffondere messaggi ostili. L’uso della tragedia della Torre dei Conti come strumento di discredito dimostra, secondo i critici, la natura aggressiva e cinica del regime russo, mentre l’Italia ribadisce la propria solidarietà all’Ucraina e la difesa dei valori europei.









