Si interrompe bruscamente la breve parentesi di calma apparente che aveva accompagnato la missione diplomatica degli emissari americani. Dopo appena tre giorni di tregua legati alla visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, il conflitto torna a farsi devastante con una serie di violenti raid aerei.
Nella notte una sequenza di fortissime esplosioni ha scosso la capitale ucraina, lasciando sul campo un bilancio tragico. L’autorità militare di Kiev segnala almeno due morti e sette feriti a causa dei raid russi, che hanno centrato e danneggiato diversi edifici nei distretti periferici di Boryspil e Fastiv.
La contromossa di Kiev e la reazione del ministro Sybiha
La risposta delle forze armate ucraine non si è fatta attendere e ha raggiunto direttamente il territorio nemico. Un attacco condotto con droni ucraini ha colpito la regione russa di Saratov, causando danni a strutture civili e il ferimento di alcuni residenti. A confermare l’accaduto è stato il governatore locale Roman Busargin, precisando che “strutture civili sono state danneggiate in un attacco con droni su Saratov.
Tutti i sistemi di emergenza sono al lavoro. I primi accertamenti indicano che ci sono feriti”. Durissima la reazione del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha commentato il bombardamento sottolineando come “nel momento in cui gli inviati di pace del presidente degli Stati Uniti se ne sono andati, Putin ha lanciato un altro massiccio e terribile attacco contro Kiev”.
Il capo della diplomazia ha poi ribadito il concetto aggiungendo che “i suoi missili balistici parlano più forte delle sue parole sulla diplomazia” e che questo “un attacco dopo l’altro contro edifici residenziali non lo avvicina alla vittoria in questa guerra: non è altro che terrore insensato”.
Il pressante appello agli alleati occidentali
Di fronte all’incalzare delle bombe, la leadership politica ucraina torna a chiedere con forza un sostegno immediato e concreto da parte dei partner internazionali.
Il ministro Sybiha ha evidenziato che l’attacco dimostra come nessuna decisione dei nostri alleati possa essere rimandata, ricordando con fermezza che “ogni ritardo si misura in vite. Ogni intercettore fornito ora all’Ucraina è una vita salvata”. Il rappresentante di Kiev ha sollecitato l’invio e l’impiego di tutti i sistemi di difesa aerea disponibili, inclusi gli armamenti in scadenza negli arsenali occidentali, chiedendo inoltre ai governi europei un segnale netto sul piano politico: “Esortiamo i nostri alleati ad agire e ad aumentare la pressione sull’aggressore. La pressione su Mosca fa avanzare la diplomazia, non la ostacola. Una pressione più forte avvicina la pace”.












