La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine che riguarda il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, nell’ambito della vicenda legata alla nave Flotilla e all’abbordaggio da parte delle autorità israeliane.
Il fascicolo aperto a piazzale Clodio
L’inchiesta, secondo quanto trapelato, riguarda ipotesi di reato particolarmente gravi: tortura e sequestro di persona. Al centro del procedimento ci sarebbero le modalità di fermo degli attivisti a bordo della nave, successivamente condotti nel porto di Ashdod e trattenuti in un hangar portuale. Tra i coinvolti risultano anche cittadini italiani.
Le immagini e le polemiche internazionali
La vicenda aveva già suscitato attenzione mediatica per la diffusione di immagini che mostravano gli attivisti fermati a terra, ammanettati e bendati. In quei video si vedeva anche il ministro Ben-Gvir mentre si rivolgeva ai detenuti con frasi ritenute provocatorie, elemento che ha alimentato reazioni e polemiche a livello internazionale.
La posizione del governo italiano
Sulla vicenda era intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva ipotizzato la possibilità di valutare misure nei confronti del ministro israeliano, parlando della necessità di ulteriori approfondimenti e verifiche istituzionali.
La replica di Ben-Gvir
Il ministro israeliano ha respinto con fermezza l’impianto accusatorio, definendo le contestazioni come infondate e accusando i suoi critici di diffondere “calunnie e menzogne”. In un messaggio diffuso anche sui social, Ben-Gvir ha dichiarato di non sentirsi intimidito dall’indagine italiana e ha ribadito la propria posizione a sostegno delle forze di sicurezza israeliane.









