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13 Febbraio 2026
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Francia e Germania chiedono le dimissioni di Francesca Albanese: “Uscite fuori luogo su Israele”

Francia e Germania chiedono le dimissioni della relatrice Onu, mentre le organizzazioni per i diritti umani difendono il suo operato

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La guerra a Gaza continua a produrre conseguenze non solo sul piano militare e umanitario, ma anche su quello politico e diplomatico internazionale. Al centro delle polemiche si trova Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, finita nel mirino di Francia e Germania per alcune dichiarazioni considerate controverse.

Le accuse di Francia e Germania

Parigi e Berlino hanno espresso forti critiche nei confronti della relatrice ONU, arrivando a sollecitarne le dimissioni. Secondo i governi dei due Paesi, alcune posizioni pubbliche espresse da Albanese sarebbero incompatibili con l’imparzialità richiesta a chi ricopre un incarico istituzionale all’interno delle Nazioni Unite.

Le critiche si concentrano in particolare su dichiarazioni ritenute eccessivamente dure verso Israele. I due governi temono che tali prese di posizione possano compromettere il ruolo di mediazione e credibilità delle istituzioni internazionali, soprattutto in una fase delicata come quella attuale, segnata da negoziati e tentativi di stabilizzare l’area mediorientale.

La risposta della relatrice ONU

Francesca Albanese ha respinto con decisione le accuse, sostenendo che il suo lavoro si basa esclusivamente sull’analisi del diritto internazionale e sulla documentazione delle violazioni dei diritti umani. La relatrice ha ribadito che le sue dichiarazioni non sono rivolte contro singoli Stati o popoli, ma contro sistemi e politiche che, secondo le sue analisi, contribuirebbero a mantenere situazioni di ingiustizia nei territori palestinesi.

Albanese ha inoltre sottolineato l’importanza dell’indipendenza dei relatori ONU, ricordando che il loro mandato prevede la possibilità di esprimere valutazioni anche critiche, purché fondate su dati e osservazioni raccolti sul campo.

Il sostegno delle organizzazioni per i diritti umani

A difesa della relatrice è intervenuta Amnesty International, che ha espresso preoccupazione per le pressioni politiche esercitate nei confronti dei funzionari delle Nazioni Unite. L’organizzazione ha sottolineato che il lavoro dei relatori speciali rappresenta uno strumento fondamentale per monitorare le violazioni dei diritti umani e per mantenere alta l’attenzione internazionale sulle crisi in corso.

Secondo Amnesty, eventuali tentativi di delegittimare o limitare l’operato di queste figure rischierebbero di indebolire i meccanismi di tutela internazionale, soprattutto in contesti caratterizzati da conflitti armati e emergenze umanitarie.

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