Il procedimento disciplinare ha preso ufficialmente il via nell’aprile dello scorso anno. A sollevare il caso sono stati Rita e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara, che tramite il loro legale Vinicio Longo hanno presentato un reclamo formale. Al centro delle contestazioni ci sono le puntate trasmesse esattamente il 30 marzo e il 9 luglio dai programmi televisivi “Le Iene” e “Zona Bianca“. Durante le due trasmissioni, focalizzate sulla riapertura delle indagini, erano stati mostrati spezzoni e fotografie della scena del crimine: dall’interno della villetta di via Pascoli fino ai dettagli espliciti del corpo della giovane riversa sulle scale, accompagnati da inquadrature di lividi e chiazze di sangue.
La decisione: sanzione e ordine di rimozione
Accogliendo le istanze dei genitori, il Garante della Privacy ha emesso un provvedimento severo, infliggendo una multa di quasi 60 mila euro complessivi alle due trasmissioni. L’Autorità ha imposto l’immediata rimozione dei contenuti contestati e il divieto assoluto di una loro futura ri-diffusione online o in televisione. Le immagini sono state ritenute del tutto superflue ai fini giornalistici.
Il monito dell’Autorità
L’Autorità ha voluto così lanciare un monito generale a tutti gli organi di informazione: il diritto di cronaca e libera manifestazione del pensiero devono necessariamente arrestarsi di fronte al doveroso rispetto della persona e della sua dignità. Richiamando così il mondo giornalistico al rigore rispetto ai codici stabiliti per la professione.











