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10 Febbraio 2026
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Giorno del Ricordo, lo Stato onora le vittime delle foibe. Meloni: “Mai più negazionismo”

Dalla Camera dei Deputati giunge un monito corale contro l'oblio e l'odio. Il Presidente Mattarella e la Premier Meloni guidano le celebrazioni per i martiri del confine orientale e l’esodo giuliano-dalmata, rompendo definitivamente la "congiura del silenzio".

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Un lungo applauso ha accolto l’ingresso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’Aula della Camera, sancendo l’inizio delle celebrazioni solenni per il Giorno del Ricordo. Al fianco del Capo dello Stato, la Premier Giorgia Meloni e le massime cariche istituzionali si sono riunite per onorare le vittime delle foibe e il dramma degli esuli giuliano-dalmati, in una giornata segnata dalle bandiere a mezz’asta e dal tricolore che, in serata, illuminerà la facciata di Montecitorio.

Il dovere della memoria contro l’intolleranza

L’istituzione di questa ricorrenza (Legge n. 92 del 30 marzo 2004) mira a restituire dignità a migliaia di connazionali che, dopo l’oppressione fascista e l’occupazione nazista, subirono le violenze della dittatura comunista di Tito. “Quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli”, ha dichiarato il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, sottolineando la responsabilità di consegnare alle giovani generazioni una società priva di discriminazioni. Sulla stessa linea il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha aperto la cerimonia insieme ai vertici dello Stato.

La Premier Meloni ha affidato ai social un messaggio netto: “L’Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista”. Citando il “Treno del Ricordo”, Meloni ha reso omaggio a chi scelse di essere “italiano due volte: per nascita e per scelta”.

Testimonianze e simboli: da Abdon Pamich al “Marciatore”

Il programma della mattinata, condotto dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, ha dato voce a chi quel dramma lo ha vissuto sulla pelle. Sono intervenuti: Toni Concina, Presidente onorario dell’Associazione Dalmati. Gianni Oliva, storico, per l’inquadramento scientifico dei fatti. Abdon Pamich, campione olimpico, la cui vita è stata raccontata attraverso l’estratto del documentario “Il Marciatore”.

La forza del racconto è passata anche per la lettura di Silvia Siravo su Francesco Bonifacio, l’uomo di Dio martirizzato, e per le note di Vivaldi eseguite dal Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste. Anche i ministri Salvini, Piantedosi e Tajani hanno ribadito la necessità di onorare le vittime della “violenza dei comunisti di Tito”, definendo il ricordo un atto di giustizia necessario per una vera cultura della pace.

Le scuole e il futuro del Ricordo

La cerimonia ha visto anche la premiazione dei vincitori del concorso nazionale dedicato alle scuole, indetto dal Ministro Giuseppe Valditara. Un passaggio fondamentale per garantire che la storia del confine orientale, per decenni vittima di quella che Meloni ha definito una “imperdonabile congiura del silenzio”, diventi patrimonio condiviso di tutta l’Italia.

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