× Sponsor
15 Maggio 2026
15 Maggio 2026
spot_img

Inflazione, nuova fiammata ad aprile: energia e alimentari spingono i prezzi al +2,7%

Carrello della spesa sotto pressione. Rincari record per i beni ad alta frequenza d’acquisto: pesano soprattutto energia e alimentari freschi, mentre rallenta il comparto dei servizi. Il “carrello della spesa” continua a salire

spot_img

L’inflazione rialza la testa e torna a mettere sotto pressione consumi e bilanci familiari. Ad aprile l’indice Nic – il principale indicatore nazionale dei prezzi al consumo elaborato dall’ISTAT al netto dei tabacchi – registra un aumento del 2,7% su base annua, in netta accelerazione rispetto al +1,7% di marzo. Su base mensile l’incremento è dell’1,1%.

A spingere la crescita dei prezzi sono soprattutto i comparti dell’energia e degli alimentari non lavorati, con dinamiche che segnano una brusca inversione rispetto ai mesi precedenti. Gli energetici passano infatti da una flessione del 2,1% a un aumento del 9,2%, mentre i prodotti alimentari freschi accelerano dal +4,7% al +5,9%.

La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi energetici, sia regolamentati sia non regolamentati, e l’accelerazione degli alimentari non lavorati”, sottolinea l’Istat.

Carrello della spesa sempre più pesante

A preoccupare maggiormente è la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari, prodotti per la casa e per la persona. Il comparto sale al +2,3%, in lieve aumento rispetto al +2,2% di marzo.

Ancora più marcata la crescita dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, quelli che incidono quotidianamente sui consumi delle famiglie: il rincaro balza al +4,2%, dal +3,1% del mese precedente.

Un segnale che conferma come la pressione inflazionistica continui a concentrarsi sui beni essenziali, con effetti immediati sul potere d’acquisto.

Servizi in rallentamento, inversione rispetto ai beni

Nel frattempo rallenta la corsa dei servizi. I prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona scendono dal +3% al +2,6%, mentre quelli dei trasporti frenano dal +2,2% al +0,6%.L’inflazione di fondo – calcolata al netto di energetici e alimentari freschi – si attenua dal +1,9% al +1,6%, segnalando che le tensioni restano concentrate soprattutto sulle componenti più volatili.La forbice tra beni e servizi cambia così direzione: i beni accelerano dal +0,8% al +3,1%, mentre i servizi rallentano dal +2,8% al +2,4%. Per la prima volta dopo mesi il differenziale diventa negativo, attestandosi a -0,7 punti percentuali.

Effetto energia anche sull’inflazione acquisita

Secondo l’Istat, l’inflazione acquisita per il 2026 – cioè la crescita media annua ipotizzando prezzi stabili nei prossimi mesi – si attesterebbe già al +2,3% per l’indice generale e al +1,3% per la componente di fondo.

Nel dettaglio mensile, gli aumenti più consistenti riguardano gli energetici non regolamentati (+5,4%), gli alimentari non lavorati (+2%), i servizi legati ai trasporti (+1,7%) e quelli ricreativi e culturali (+1,4%). Solo parzialmente compensato il quadro dalla lieve riduzione degli energetici regolamentati (-0,3%).

Ipca e Foi: salgono anche gli altri indicatori

L’Ipca, l’indice armonizzato europeo utilizzato per i confronti nell’Eurozona, registra un aumento dell’1,6% su base mensile e del 2,8% su base annua, complice anche la fine dei saldi stagionali. In crescita anche il Foi, l’indice utilizzato spesso per l’adeguamento di affitti e assegni, che segna un +1% congiunturale e un +2,6% tendenziale.

*Foto: ANSA

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img