Emergono dettagli inquietanti dal passato recente di Salim El Koudri, il trentunenne accusato di strage e lesioni aggravate per aver travolto sette persone lo scorso sabato 16 maggio nel centro di Modena. Agli atti dell’inchiesta sono finite quattro email inviate dall’indagato il 27 aprile 2021 a un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. I messaggi, concentrati nell’arco di appena un’ora, testimoniano un profondo stato di agitazione e un forte risentimento.
Nel primo testo El Koudri scriveva: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poco dopo insisteva con un secco “Fatemi lavorare”, per poi sfociare in insulti confessionali nella terza email: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio”. Segguiva infine un parziale pentimento con l’ultima comunicazione: “Mi dispiace per la maleducazione”.
La Procura attende per oggi l’udienza di convalida del fermo davanti al Giudice per le indagini preliminari. Durante l’atto processuale l’indagato potrà scegliere se rispondere ai quesiti del magistrato o avvalersi della facoltà di non rispondere, linea già adottata nel precedente faccia a faccia con i pubblici ministeri.

Il bollettino medico e il risveglio della ferita più grave
Sul fronte sanitario, giungono segnali di speranza dall’ospedale di Baggiovara. La cittadina tedesca di 69 anni, che ha subìto la tranciatura degli arti inferiori a causa dell’impatto con la Citroen C3 di El Koudri, è stata estubata ed è cosciente. Pur restando in prognosi riservata, la paziente respira spontaneamente e mostra un progressivo miglioramento.
Il quadro generale dei feriti resta comunque critico: su cinque ospedalizzati tra Modena e Bologna, quattro permangono in prognosi riservata. All’Ospedale Maggiore di Bologna si trovano due coniugi italiani di 55 anni, entrambi in terapia intensiva ma in condizioni stabili. Al Civile di Baggiovara, oltre alla donna tedesca, è monitorata una cinquantenne polacca, anch’essa grave ma stabile, mentre un cinquantanovenne italiano ha riportato un trauma facciale giudicato guaribile in trenta giorni.
Dallo studio modello al raptus: il profilo dell’attentatore
La ricostruzione della storia personale dell’indagato delinea il profilo di un cittadino italiano a tutti gli effetti dal settembre 2009, giunto nel Modenese con la famiglia nel 2000. La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, ha ricordato la giovinezza dell’uomo parlando di un percorso scolastico impeccabile alle elementari e alle medie, definendolo uno studente modello, integrato e del tutto assimilabile ai propri coetanei. Dopo il liceo a Modena, El Koudri ha completato gli studi conseguendo la laurea in economia aziendale, prima del crollo psicologico che ha preceduto i fatti di sabato.
La reazione della città e lo scontro politico sulle cittadinanze
Modena ha risposto alla violenza scendendo in piazza con una manifestazione all’insegna dello slogan uniti si vince l’odio, volta a superare il clima di paura. Le istituzioni hanno manifestato subito vicinanza ai feriti con le visite ufficiali del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni. Il Capo dello Stato ha rivolto un ringraziamento al personale sanitario, mentre la Premier ha reso omaggio a Luca Signorelli, il cittadino che per primo ha bloccato l’aggressore, e a una famiglia di origine egiziana intervenuta durante l’azione.
Sul piano delle motivazioni, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha derubricato il gesto a un evidente caso di grave disagio psichiatrico. Ciononostante, l’episodio ha innescato un duro scontro politico in seno alla maggioranza di governo: il leader della Lega Matteo Salvini ha chiesto la revoca dei permessi di soggiorno e della cittadinanza per chi commette reati, trovando però la ferma replica del Vicepremier Antonio Tajani, il quale ha ricordato la realtà giuridica dei fatti evidenziando che El Koudri è a tutti gli effetti un cittadino italiano.








