23 Luglio 2026
23 Luglio 2026
spot_img

L’inflazione non si ferma, a luglio il carovita colpisce vacanze e spesa: 559 euro in più per le famiglie

L'Istat ha confermato un aumento dell'1,7% su base annua che si fa sentire soprattutto sui prezzi di alimentari, trasporti e servizi turistici. Le associazioni dei consumatori denunciano la "stangata"

spot_img
spot_img

L’Istat ha confermato un’inflazione in crescita a luglio di quest’anno, con un aumento dell’1,7% su base annua. A subire i rincari maggiori sono stati in particolare i settori dei beni alimentari e dei trasporti, un dato che ha scatenato la protesta delle associazioni dei consumatori e dell’opposizione politica. L’aumento dei prezzi, infatti, colpisce duramente sia il carrello della spesa che le vacanze estive, con un conseguente attacco al Governo, accusato di “immobilità” di fronte a un’inflazione percepita come fuori controllo e a stipendi che restano fermi.

La denuncia dei consumatori: “Stangata sulle vacanze estive”

Il Codacons, per voce del suo presidente Carlo Rienzi, ha lanciato l’allarme sulla “stangata sulle vacanze estive”, stimando un maggiore esborso di 559 euro annui per una famiglia media e di 761 euro per un nucleo con due figli. L’associazione ha snocciolato dati preoccupanti sui rincari che riguardano il settore del turismo: i voli nazionali sono aumentati del 35,9%, i traghetti del 10,9%, le auto a noleggio del 9,9% e i pacchetti vacanza nazionali del 10,3%. Anche l’Unione nazionale consumatori, con il presidente Massimiliano Dona, ha sottolineato l’aumento dei prezzi dei pacchetti vacanza (+16,1% su base mensile) e degli stabilimenti balneari (+7,3%). Dona ha calcolato che per una famiglia con due figli, l’aumento annuo del costo della vita è di 606 euro, di cui ben 356 solo per cibo e bevande.

L’opposizione attacca il governo: “L’Italia non è più un paese per famiglie”

La questione inflazione è diventata un’arma politica per l’opposizione. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva, ha dichiarato che “davanti alle tempeste dell’inflazione, il governo non offre ripari”. Anche i rappresentanti di Avs, Nicola Fratoianni e Marco Grimaldi, hanno messo in evidenza il divario tra l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e la stagnazione degli stipendi. Fratoianni ha sottolineato che “Verdura +3,1%, Frutta +8,8%, Carne +4,9%, Pasta e cibi lavorati +2,8%: tutti questi più tuttavia significano in realtà un meno per lo stipendio degli italiani. Perché anche a luglio Istat ci dice che sono aumentati i prezzi dei beni di consumo ma gli stipendi no”. Grimaldi, dal canto suo, ha ribadito l’impegno del suo partito con la proposta di legge “Sblocca Stipendi“, volta a legare gli stipendi al costo della vita. La critica più dura arriva dal presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, che ha affermato: “L’Italia non è più un paese per famiglie”, accusando il governo di non agire di fronte a un calo dei salari reali stimato dall’Ocse del 7,5% rispetto al 2021.

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor