Il futuro non è già scritto e non può essere considerato un percorso definito in anticipo: sono le scelte e le responsabilità delle persone a determinarne la direzione. È il messaggio consegnato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giovani nel corso dell’incontro tenuto nel pomeriggio al Quirinale con una delegazione di Villa Nazareth. La visita si è svolta in occasione dell’80° anniversario della Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth. La delegazione era guidata dal cardinale Pietro Parolin, presidente della Fondazione Sacra Famiglia di Nazareth e dell’Associazione Comunità Domenico Tardini.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha descritto il momento storico come una fase particolarmente complessa, segnata da incertezza e imprevedibilità, soprattutto sul piano internazionale. Una condizione che, secondo Mattarella, non deve però alimentare rassegnazione: al contrario, proprio l’assenza di certezze rende ancora più importante la capacità di costruire il futuro. “Il futuro non è precostituito, dipende da noi. Va disegnato, e va disegnato particolarmente dai giovani”, ha affermato il presidente, indicando nelle nuove generazioni una componente fondamentale per la guida della società.
La responsabilità di trasformare i valori in azioni
Mattarella ha richiamato il compito delle nuove generazioni a tradurre i principi in comportamenti concreti e a contribuire attivamente alla costruzione della società. Un percorso nel quale, ha sottolineato, i giovani possono contare anche sull’accompagnamento degli ex allievi di Villa Nazareth. Il presidente ha espresso riconoscenza per il ruolo svolto dalla realtà universitaria, considerandola un esempio di impegno alternativo alla chiusura individuale e alla rassegnazione.
“Villa Nazareth esprime, come alternativa alla rassegnazione e alla chiusura in se stessi, l’assunzione di responsabilità e costruzione nel futuro in base a valori positivi”, ha dichiarato Mattarella. Una strada che, nelle parole del Capo dello Stato, contribuisce a diffondere fiducia e senso di responsabilità, elementi di cui hanno bisogno tanto l’Italia quanto la comunità internazionale.
Mattarella: “Il Paese ha bisogno di più senso di comunità”
Un altro passaggio centrale del discorso ha riguardato il valore della solidarietà e della partecipazione collettiva. Per Mattarella, l’Italia deve continuare a rafforzare la consapevolezza di appartenere a una comunità, riconoscendo le esigenze degli altri e promuovendo comportamenti capaci di superare l’individualismo.
Il presidente ha osservato che nel Paese esistono già numerose esperienze e iniziative che testimoniano una particolare sensibilità verso la solidarietà. Tuttavia, proprio in una fase complessa come quella attuale, ritiene necessario ribadire con forza l’importanza di questo legame. “Il nostro Paese ha un gran bisogno di sviluppare, sempre più acquisendolo, il senso della comunità”, ha affermato. In questo quadro, Mattarella ha indicato Villa Nazareth come una testimonianza significativa, sottolineando anche il rapporto costruito nel tempo con gli ex allievi. Un legame che, secondo il Capo dello Stato, rappresenta una manifestazione concreta di quel senso di appartenenza e di responsabilità collettiva indispensabile per affrontare le sfide del presente e contribuire a costruire il futuro.













