31 Ottobre 2026
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Capo Colonna, Le Castella e Sibari: i tesori archeologici calabresi guardano al futuro

Nuovi interventi, partenariati pubblico-privati e ricerca scientifica: alla Borsa di Paestum presentate le strategie dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari

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I Parchi Archeologici di Crotone e Sibari si presentano alla ribalta nazionale con nuovi progetti di valorizzazione, interventi di restauro e iniziative per rendere il patrimonio culturale più accessibile. Le esperienze dell’istituto calabrese sono state illustrate alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, conclusasi dopo quattro giornate di incontri con operatori del settore, studiosi e visitatori. Tra i risultati presentati figurano i nuovi progetti dedicati a Capo Colonna, gli interventi di restauro e accessibilità della Fortezza di Le Castella e l’inserimento dei Parchi tra le esperienze pilota nazionali individuate dal ministero della Cultura per sperimentare nuove strategie di fundraising a favore del patrimonio culturale.

Parchi archeologici di Crotone e Sibari, il riconoscimento del ministero

L’istituto diretto da Filippo Demma è stato selezionato nell’ambito del progetto ministeriale dedicato alla raccolta di risorse per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Un riconoscimento che porterà anche un supporto operativo: i Parchi potranno infatti contare sull’assistenza di esperti incaricati dal ministero per sviluppare le attività di fundraising. Nel corso della manifestazione sono stati illustrati anche gli interventi di restauro e miglioramento dell’accessibilità della Fortezza di Le Castella, presentati dallo stesso Demma insieme al progettista Antonio Abbruzzese. Un altro fronte di lavoro riguarda i modelli di partenariato pubblico-privato, già sviluppati a Sibari e destinati a essere estesi anche al territorio crotonese. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per sostenere la valorizzazione dei siti archeologici.

Da Locri alla Magna Grecia, spazio anche alla ricerca archeologica

La partecipazione alla Borsa di Paestum ha offerto l’occasione per presentare anche le ricerche archeologiche condotte a Locri da giovani studiosi dell’Università di Bologna. Un contributo che si inserisce in una prospettiva più ampia di conoscenza e valorizzazione dei siti della Magna Grecia, patrimonio di straordinario valore storico e culturale per la Calabria e per l’intero Paese. Le iniziative illustrate raccontano un lavoro che punta a mettere insieme tutela, ricerca scientifica, accessibilità e nuove forme di collaborazione, con l’ambizione di rendere i parchi archeologici sempre più centrali nell’offerta culturale e turistica regionale.

Filippo Demma: “La vera sfida è fare rete sul territorio”

Il bilancio della partecipazione a Paestum è positivo. “La straordinaria risposta di pubblico e di interesse riscontrata a Paestum conferma la bontà della direzione intrapresa”, ha dichiarato il direttore Filippo Demma. Le parole chiave del lavoro dei Parchi, ha sottolineato, restano “condivisione e accessibilità”. Un concetto che non deve essere interpretato soltanto in chiave economica o cognitiva, ma soprattutto in termini di possibilità concreta di raggiungere e visitare i luoghi della cultura.

Ed è proprio sui collegamenti che Demma individua una delle principali criticità da affrontare. “La vera sfida per il futuro dei nostri grandi attrattori non risiede tanto nella promozione pubblicitaria, quanto nella capacità di fare rete sul territorio per garantire la raggiungibilità dei siti attraverso un potenziamento dei trasporti locali e la costruzione di un’offerta di turismo sostenibile ed esperienziale”.

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