La capitale iraniana è stata scossa da violente esplosioni che, secondo fonti internazionali, avrebbero preso di mira una piazza strategica dove erano in corso le manifestazioni per la Giornata di Al Quds. Nel mirino, stando a quanto riportato da Sky News Uk, ci sarebbe stato Ali Larijani, capo del Consiglio di Sicurezza iraniano. L’emittente statale Press TV ha confermato il decesso di una donna, colpita mortalmente dalle schegge. Teheran non ha dubbi sulla matrice dell’attacco, definendolo “il risultato di un bombardamento congiunto tra Stati Uniti e Israele“.
Scudo Nato sulla Turchia e caos nei cieli iracheni
La tensione si sposta anche nei cieli della Nato. Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che i sistemi di difesa missilistica dell’Alleanza Atlantica, schierati nel Mediterraneo orientale, hanno abbattuto un missile balistico proveniente dall’Iran. Si tratta del terzo episodio simile in soli sette giorni.
Contemporaneamente, il fronte iracheno registra nuove pesanti perdite: Erbil: Un nuovo raid dopo l’attacco alla base italiana ha provocato la morte di un soldato francese. Il presidente Emmanuel Macron ha definito l’episodio “un attacco inaccettabile”. Iraq: Quattro militari americani hanno perso la vita nello schianto di un aereo cisterna. Libano: Le autorità locali segnalano otto vittime nel sud del Paese a seguito di un raid israeliano.
Il “caso” Trump al G7: “L’Iran sta per arrendersi”
Dietro le quinte della diplomazia, Donald Trump avrebbe usato toni trionfalistici durante un vertice virtuale con i leader del G7. Secondo indiscrezioni riportate da Axios, il tycoon si sarebbe vantato del successo dell’Operazione Epic Fury, affermando: “Mi sono sbarazzato di un cancro che minacciava tutti noi“.
Il Presidente USA ha sostenuto che l’Iran sia ormai prossimo alla resa, ma che questa non venga annunciata ufficialmente perché, a suo dire, “nessuno sa chi sia il leader“, deridendo apertamente la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, definita un “peso leggero“. Parole che cozzano con l’invito pressante degli altri leader mondiali a porre fine immediatamente alle ostilità.
Mercati nel panico: il petrolio rompe il muro dei 100 dollari
L’instabilità dell’area sta travolgendo l’economia globale. Le borse europee continuano a soffrire, trascinate dal ribasso dei mercati asiatici. Altissima la volatilità sulle materie prime: il greggio di riferimento, il Brent, è schizzato fino a un massimo di 102,75 dollari al barile, per poi riposizionarsi sulla soglia critica dei 100 dollari.








