17 Luglio 2026
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Mondiali, finale ad alta tensione diplomatica: sugli spalti si incroceranno Trump e Sanchez

L'ultimo atto del Mondiale 2026 si trasforma anche in un palcoscenico geopolitico. Mentre le delegazioni spagnola e americana confermano la presenza in tribuna, il leader argentino sveglie di non sfidare la sfortuna

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La finale del Mondiale, in programma domenica in New Jersey, si preannuncia come uno degli eventi sportivi più politici degli ultimi anni. Tra i banchi della tribuna d’onore siederà il presidente statunitense Donald Trump, che si ritroverà a condividere lo spazio con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

I rapporti tra i due leader sono attraversati da una freddezza consolidata. Le frizioni diplomatiche non sono sicuramente segrete: da una parte le divergenze strategiche sulla gestione delle basi militari in territorio iberico, la posizione su Israele e la gestione della crisi in Iran, dall’altra le dure prese di posizione di Trump contro la Spagna (anche nell’ultimo vertice Nato in Turchia). A fare da contorno alla delegazione spagnola, confermata la presenza del Re Felipe insieme alla Regina Letizia e alle due figlie.

Milei non parte

Chi ha deciso di tenersi ben lontano dalla ribalta americana è Javier Milei. Il presidente argentino ha comunicato ufficialmente che non volerà negli Stati Uniti per assistere alla sfida decisiva che vede protagonista la sua Nazionale.

La motivazione, però, è puramente scaramantica. Milei, in un intervento radiofonico, ha spiegato di non voler in alcun modo alterare le abitudini acquisite durante il corso del torneo. “Continuerò a guardare le partite dalla residenza di Olivos, come ho fatto fin dal primo giorno“.

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