Dopo un’attesa di 33 anni, il decreto che avrebbe dovuto regolare l’utilizzo degli autovelox in Italia è stato sospeso. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha deciso di fermare il provvedimento, ritenendo necessario svolgere ulteriori approfondimenti. La notizia arriva dopo la trasmissione del testo a Bruxelles, e segna un nuovo capitolo nel lungo dibattito sulla gestione dei controlli di velocità.
Cosa prevedeva il decreto
Il decreto, che avrebbe dovuto fare chiarezza nella giungla degli autovelox, prevedeva una norma transitoria che avrebbe imposto lo spegnimento degli apparati più datati. Solo i dispositivi più recenti sarebbero stati autorizzati a rimanere attivi, lasciando alle aziende produttrici la scelta di chiedere o meno l’omologazione del modello. Una misura che avrebbe avuto un impatto diretto su moltissimi Comuni italiani, obbligandoli a disattivare una gran parte della rete di rilevamento della velocità.
L’allarme di Luigi Altamura
Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e membro di Anci in Viabilità Italia, ha sollevato preoccupazioni riguardo alle disposizioni transitorie del decreto. Secondo Altamura, il provvedimento avrebbe automaticamente spento il 90% degli autovelox in uso solo in Veneto, e in molte altre regioni italiane. Questo avrebbe causato un notevole vuoto operativo, con potenziali conseguenze sulla sicurezza stradale.
Altamura ha sottolineato che, con la sospensione del decreto, sarebbe stata necessaria una lunga fase di omologazione dei dispositivi, un processo che avrebbe richiesto tempi lunghi e nuove prove. Le forze locali hanno chiesto maggiore attenzione e un dialogo costante con il Ministero, in quanto la priorità resta la protezione degli utenti della strada.
La confusione resta
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha ancora chiarito se il decreto verrà modificato, riscritto o accantonato definitivamente. In ogni caso, la sospensione ha riacceso il caos normativo che ha caratterizzato la gestione degli autovelox negli ultimi anni. Con il decreto sospeso, ogni ricorso da parte degli automobilisti verrà valutato singolarmente da prefetti e giudici, mantenendo inalterato il clima di incertezze legato alla validità delle multe.






