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18 Maggio 2026
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“Sebastiano Visintin aggredì e soffocò la moglie Liliana Resinovich”: svolta shock nell’inchiesta

Dopo quattro anni dall’inizio delle indagini, la pm Ilaria Iozzi accusa ufficialmente Sebastiano Visintin di aver ucciso la moglie Liliana Resinovich con un’aggressione e soffocamento nel parco dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste. La richiesta di incidente probatorio apre una nuova fase nel caso

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Una svolta inattesa scuote il caso di Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e trovata morta all’interno del parco dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste. La pubblica ministero titolare dell’inchiesta, Ilaria Iozzi, nella recente richiesta di incidente probatorio formulata al Tribunale di Trieste, sostiene che il marito di Liliana, Sebastiano Visintin, l’abbia aggredita e soffocata.

L’accusa emerge con forza in un atto ufficiale, anticipato dal quotidiano Il Piccolo, che segna un cambio di rotta rispetto alla prima ipotesi investigativa, quella del suicidio, ora fortemente messa in discussione.

Le prove della perizia: violenze e soffocamento fatale nel parco dell’ex ospedale

Secondo la perizia medico-legale depositata dalla dottoressa Cristina Cattaneo e altri esperti, la morte di Liliana è stata causata da un soffocamento esterno diretto, risultato di afferramenti, compressioni e percosse subite in diverse parti del corpo, dal volto al torace e agli arti.

Il luogo e il momento dell’aggressione sono indicati con precisione: nel parco dell’ex ospedale psichiatrico, in prossimità di via Weiss, il 14 dicembre 2021, giorno della scomparsa della donna. Liliana fu ritrovata il 5 dicembre 2022, avvolta in due sacchi neri per rifiuti, mentre la testa era coperta da due sacchetti trasparenti fissati con un cordino alla gola.

L’incidente probatorio e la testimonianza chiave

L’atto della pm prevede l’assunzione della testimonianza di Claudio Sterpin, amico di Liliana con cui la donna sembrava avesse in programma di convivere. La richiesta è stata depositata il 21 maggio 2025 alla giudice per le indagini preliminari, Flavia Mangiante.

Questa nuova fase dell’inchiesta punta a chiarire aspetti fondamentali della vicenda, mettendo in luce elementi che fino a oggi erano rimasti oscuri o sottovalutati.

Il fratello di Liliana e la richiesta di verità

Negli ultimi anni, Sergio Resinovich, fratello di Liliana, si è fatto portavoce di un appello costante a una più approfondita indagine. La sua insistenza ha spinto a riesaminare le circostanze della morte, ora rivalutate anche alla luce di nuovi esami.

L’ipotesi di suicidio, largamente sostenuta in passato, è ora fortemente contestata e lascia spazio all’ipotesi di un omicidio, con l’accusa diretta al marito Visintin.

Il caso resta aperto: attesa per nuovi sviluppi

Con la richiesta di incidente probatorio e le nuove accuse della pm, il caso di Liliana Resinovich entra in una fase cruciale. Si attendono ulteriori sviluppi dall’indagine e dalle testimonianze, mentre la comunità di Trieste segue con apprensione l’evolversi di una vicenda che ha già segnato profondamente la città

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