16 Gennaio 2026
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Strage di Bologna, la Cassazione chiude il cerchio: “Bellini presente sul posto, alibi costruito a tavolino”

Per i giudici il suo ruolo fu decisivo. I familiari delle vittime: “Ora è scritto nero su bianco: strage fascista, finanziata dalla P2 e protetta da apparati deviati”

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La Corte di Cassazione mette un punto fermo sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980. Nelle motivazioni della sentenza, i giudici della sesta sezione penale affermano che è stata ampiamente accertata la presenza di Paolo Bellini alla stazione subito dopo l’esplosione che causò 85 morti e oltre 200 feriti.

Un elemento decisivo è il cosiddetto alibi, che secondo la Suprema Corte non solo si è rivelato falso, ma addirittura costruito in modo “raffinato” e pianificato nei minimi dettagli, proprio per evitare che Bellini venisse visto sul luogo della strage nel momento cruciale.

Ergastolo confermato: “Contributo essenziale alla strage”

Con una sentenza di 109 pagine, la Cassazione ha confermato l’ergastolo per l’ex esponente di Avanguardia Nazionale, rigettando il ricorso della difesa e dando piena ragione alla Procura generale.

Secondo i giudici, la responsabilità di Bellini emerge da una ricostruzione indiziaria rigorosa, coerente e priva di contraddizioni, fondata su prove solide e convergenti. Il suo contributo concorsuale viene definito essenziale e individuato, in particolare, nel trasporto dell’esplosivo utilizzato per l’attentato.

Depistaggi e coperture: confermate le altre condanne

La Suprema Corte ha confermato anche le condanne per gli altri imputati coinvolti nei depistaggi successivi alla strage. È definitiva la pena a sei anni per l’ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, accusato di aver contribuito a sviare le indagini, e quella a quattro anni per Domenico Catracchia, per false informazioni al pm.

Per la Cassazione, l’impianto accusatorio regge pienamente e dimostra come, accanto agli esecutori materiali, abbia operato una rete di protezioni istituzionali.

Terrorismo nero, servizi deviati e P2: la ricostruzione definitiva

I giudici descrivono l’attentato come il risultato di un commando terroristico di estrema destra, composto da più cellule e coordinato anche da apparati dello Stato deviati. Secondo la sentenza, Bellini era parte integrante di questo sistema e agiva in piena consapevolezza del piano stragista.

La Cassazione richiama esplicitamente il ruolo dei vertici della loggia massonica P2, guidata da Licio Gelli, che avrebbe finanziato la strage e orchestrato ripetute operazioni di depistaggio, anche mediatico.

Bolognesi: “Finalmente la verità giudiziaria”

Durissimo ma soddisfatto il commento di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime:
“La sentenza conferma quello che diciamo da anni: strage organizzata e finanziata dalla P2, protetta dai servizi segreti ed eseguita da terroristi fascisti. Ora non è più solo memoria storica, ma verità giudiziaria definitiva”.

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