Tra le novità della legge di bilancio 2026 c’è un contributo fisso di 2 euro per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue. La misura, pensata per coprire i costi amministrativi e doganali, mira anche a riequilibrare la concorrenza a favore dei produttori europei, penalizzando colossi del commercio online come Shein e Temu.
Perché la tassa non funziona
Secondo Lucia Visconti Parisio, professoressa ordinaria di Scienza delle finanze all’Università di Milano Bicocca, il problema principale è il re-routing doganale: “Se un pacco arriva in Francia e poi viene spedito in Italia, la tassa italiana non si applica”, spiega l’economista.
Inoltre, molti venditori cercano di restare sotto la soglia dei 150 euro o di accorpare più spedizioni in un unico pacco, riducendo così il numero di contributi da versare.
Le associazioni del settore logistica hanno segnalato che alcuni voli destinati all’Italia vengono dirottati in altri Paesi Ue, per poi essere trasferiti via camion, aggirando il contributo italiano.
Impatto sui consumatori
Il contributo, formalmente a carico di chi spedisce, finirà per essere traslato sui clienti. Secondo Visconti Parisio, per pacchi di alto valore l’incremento di 2 euro risulta marginale, mentre per prodotti più economici, ad esempio da 10 euro, il rincaro può arrivare fino al 20%, scoraggiando alcuni acquisti. “Dipenderà anche dalla sostituibilità dei prodotti: se esistono alternative europee, i consumatori potrebbero orientarsi su quelle”, aggiunge l’economista.
Proposta di slittamento
L’Agenzia delle Dogane ha precisato che la tassa non sarà pienamente operativa prima di marzo. Visconti Parisio suggerisce di considerare un rinvio fino al 1° luglio, quando entrerà in vigore la normativa europea con un contributo uniforme di 3 euro per pacco in tutti i Paesi Ue.
“Sarebbe più efficiente partire tutti insieme, per evitare disparità e complicazioni logistiche“, sottolinea l’esperta, evidenziando che allo Stato significherebbe rinunciare temporaneamente a un gettito ma garantire una maggiore efficacia della misura.








