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28 Gennaio 2026
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Ultimatum del presidente Trump all’Iran: “Il tempo stringe, una potente armata si muove”

Il tycoon ha affermato che "il prossimo attacco sarà molto peggio" di quando gli Stati Uniti bombardarono i siti nucleari iraniani. La replica di Teheran: "Risponderemo come mai prima d'ora"

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Il tempo per sedersi al tavolo e fare un accordo sul nucleare “sta per scadere” e “il prossimo attacco sarà molto peggio” di quello di giugno, quando gli Usa bombardarono i siti nucleari iraniani. Donald Trump rilancia su Truth la sua minaccia a Teheran mentre gli Stati Uniti mettono insieme in Medio Oriente un’enorme potenza di fuoco.

L’arrivo di un’armada in Iran

Una massiccia Armada – ha avvisato il commander in chief – si sta dirigendo verso l’Iran. Si sta muovendo rapidamente, con grande potenza, entusiasmo e determinazione. È una flotta più grande, guidata dalla grande portaerei Abraham Lincoln, rispetto a quella inviata in Venezuela”. E “come con il Venezuela, è pronta, disposta e capace di adempiere rapidamente alla sua missione, con velocità e violenza, se necessario”, ha messo in guardia il tycoon, augurandosi che l’Iran presto “si sieda al tavolo” e “negozi un accordo giusto ed equo — nessuna arma nucleare — uno che sia vantaggioso per tutte le parti”.

La prudenza di Rubio

In un’audizione al Senato, il segretario di Stato Marco Rubio è sembrato più prudente, spiegando che “quello che state vedendo ora è la capacità di posizionare risorse in Medio Oriente per difenderci da quella che potrebbe essere una minaccia iraniana contro il nostro personale”. Quindi una mossa per autodifesa. Ma ha assicurato che “l’Iran è più debole che mai”, incapace di affrontare una “economia al collasso”, ossia la radice delle proteste che a suo avviso torneranno a divampare in futuro, dopo l’uccisione di “migliaia di persone”.

Merz: “Giorni contati per il regime iraniano”

Anche per il cancelliere tedesco Friedrich Merz “i giorni della Repubblica islamica sono contati”, perché “un regime non può mantenere il potere solo attraverso pura violenza e terrore contro la propria popolazione”. Ad indebolire ulteriormente il regime potrebbe essere il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, pronto ad approvare nuove sanzioni nei confronti dell’Iran e a discutere — su proposta dell’Italia — l’inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche designate dall’Ue.

La risposta di Teheran

La Repubblica islamica ha risposto con toni di sfida alla minaccia di Trump. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, afferma su X che le forze armate del Paese hanno “il dito sul grilletto per rispondere immediatamente e con forza a qualsiasi aggressione”. E la missione di Teheran all’Onu ha avvisato su X che l’Iran “è pronto al dialogo basato sul rispetto e sugli interessi reciproci ma, se provocato, si difenderà e risponderà come mai prima d’ora”. (ANSA)

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