Le ricerche di Mimmo Piepoli, il 39enne disperso dal 1° maggio mentre praticava kitesurf nelle acque della costa ionica salentina, proseguono senza risultati concreti. Con il passare dei giorni, il dispositivo di soccorso coordinato dalla Guardia Costiera di Bari ha progressivamente ampliato l’area delle operazioni, estendendo le perlustrazioni anche verso il tratto di mare che conduce alla Calabria.
Le prime attività si erano concentrate tra Torre Lapillo e Porto Cesareo, i punti più vicini all’ultima posizione nota dell’uomo. Successivamente, sulla base delle correnti marine e delle simulazioni effettuate dai soccorritori, il raggio d’azione è stato allargato al Golfo di Taranto e ad altri tratti della costa ionica meridionale.
Le operazioni coordinate dalla Guardia costiera
Fin dalle prime ore successive alla scomparsa, sono stati impiegati mezzi navali e velivoli per cercare eventuali tracce del kitesurfer disperso. Alle attività partecipano motovedette della Guardia Costiera, unità dei Vigili del Fuoco e squadre di sommozzatori provenienti dai comandi di Bari e Taranto, impegnate anche nelle verifiche sui fondali.
Secondo quanto comunicato dalle autorità marittime nel corso degli aggiornamenti diffusi nei giorni successivi alla scomparsa, le operazioni sono state mantenute attive sia in mare aperto sia lungo le coste, con l’obiettivo di seguire ogni possibile elemento utile alle indagini. Al momento, però, non sarebbero emersi riscontri decisivi.
Gli oggetti trovati in mare e gli accertamenti in corso
Durante le perlustrazioni sono arrivate diverse segnalazioni relative ad alcuni oggetti avvistati in acqua. Tra questi, frammenti compatibili con tavole da surf e parti di vele trascinate dalle correnti marine. Gli elementi recuperati o segnalati vengono verificati dagli investigatori per accertare un eventuale collegamento con la scomparsa del 39enne.
Al momento, tuttavia, nessuno dei ritrovamenti avrebbe consentito di chiarire la dinamica dell’accaduto. La vicenda resta quindi senza una spiegazione definita, mentre proseguono gli accertamenti tecnici e le attività di ricerca coordinate dalla Capitaneria.
Droni e tecnologia per le ricerche notturne
Nel dispositivo di soccorso sono stati impiegati anche droni dotati di rilevamento ottico notturno, utilizzati per monitorare le aree marine durante le ore di buio. L’impiego della tecnologia ha consentito di ampliare le attività di controllo, soprattutto nelle zone più difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali.
Le condizioni del mare, però, continuano a rappresentare una delle principali criticità. Correnti, moto ondoso e scarsa visibilità rendono particolarmente complesse le operazioni di ricerca, soprattutto nelle aree più lontane dalla costa.
L’ultima uscita in mare prima della scomparsa
Secondo le ricostruzioni effettuate nelle ore successive all’allarme, Mimmo Piepoli si trovava in mare insieme ad altri appassionati di kitesurf. La sessione si sarebbe svolta in condizioni considerate inizialmente ordinarie e senza particolari allerte meteo.
Il 39enne sarebbe stato visto per l’ultima volta nello stesso tratto di mare dal quale non ha più fatto ritorno. Da quel momento sono scattate le ricerche, ancora in corso. Le informazioni raccolte finora non hanno permesso di stabilire con certezza cosa sia accaduto durante l’uscita in mare.
Le ricerche proseguono senza interruzioni
Le attività coordinate dalla Guardia Costiera di Bari continuano con il supporto delle altre forze impegnate nelle operazioni. Il dispositivo resta attivo nelle acque del basso Adriatico e dello Ionio, comprese le aree verso la Calabria, considerate compatibili con gli spostamenti causati dalle correnti marine.







