Novanta minuti di frustrazione, un assedio sterile contro il catenaccio moldavo. La quinta vittoria dell’era Gattuso, un 2-0 agguantato solo nel finale a Chișinău, è arrivata con due colpi di testa d’autore: prima Gianluca Mancini al 43′ del secondo tempo, poi il giovane Pio Esposito a sigillare il risultato.
Una partita che, per lunghi tratti, ha esasperato un piccolo gruppo di tifosi al seguito, i cui cori (“andate a lavorare”) sono risuonati nel piccolo impianto, sottolineando l’incapacità degli Azzurri di sbloccare il risultato. A fine gara, un furioso mister Gattuso ha replicato, definendo “vergogna” l’atteggiamento dei contestatori, pur dicendosi soddisfatto della risposta in campo dei molti giocatori provati.
Haaland, l’ostacolo insormontabile: qualificazione diretta sfuma
Il successo, seppur sofferto, serve a poco nella corsa alla qualificazione diretta al Mondiale. La contemporanea e dilagante vittoria della Norvegia sull’Estonia mantiene intatto il divario siderale in classifica.
La sfida diretta di domenica a San Siro contro la macchina da gol norvegese, guidata da Haaland, si trasforma in una mera formalità. Per superare i vichinghi, che vantano una differenza reti di +29 contro il +12 azzurro, servirebbe un’impossibile vittoria italiana per 9-0. Questo dato macroscopico evidenzia impietosamente le difficoltà incontrate dall’Italia nel girone e certifica, di fatto, la necessità di affrontare i Play Off, l’obiettivo ora prioritario.
Esperimenti in vista dei play off: il turn over
A Chișinău, sapendo ormai impossibile l’aggancio alla vetta, il CT ha sfruttato la gara come banco di prova per allargare la base dei giocatori in vista degli spareggi. L’Italia è scesa in campo con un modulo offensivo, il 4-2-4, privo dell’infortunato Kean.
In campo si sono visti Vicario in porta, la diga Tonali-Cristante in mediana e un attacco atipico con Scamacca e Raspadori supportati sulle fasce da Zaccagni e Orsolini. L’Italia ha dominato la manovra per tutto il primo tempo, creando e sprecando occasioni contro un irreprensibile Cojuhar. Le chance più nitide del primo tempo sono capitate sui piedi di Raspadori e sull’incornata sprecata di Zaccagni, con Mancini che ha clamorosamente sparato alto da distanza ravvicinata.
La mossa decisiva
La ripresa ha ricalcato lo stesso copione, con l’Italia a premere e la difesa moldava a resistere, rischiando solo su una distrazione che ha liberato Postolachi, anche lui impreciso.
A metà del secondo tempo, Gattuso ha optato per una doppia sostituzione che si è rivelata cruciale: Retegui e il giovane Pio Esposito (Inter) hanno rilevato Scamacca e Raspadori. L’ingresso dell’attaccante interista, in particolare, ha portato la scossa. Dopo un assedio finale e l’ingresso di Dimarco, Politano e Frattesi, l’inerzia è cambiata.
Al 43′, su palla inattiva, la gran girata di testa di Mancini ha trafitto Cojuhar, mettendo a tacere le polemiche. Pochi istanti dopo, il cross pennellato di Politano ha trovato ancora un colpo di testa vincente, quello di Pio Esposito, per il definitivo 2-0 che chiude l’amara serata. Ora, l’attenzione è tutta sull’esame di prestigio contro la Norvegia, utile per affinare gli ultimi dettagli prima del decisivo assalto ai Play Off.




