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7 Dicembre 2025
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Verso i Mondiali: urlo finale Italia con Mancini e Pio Esposito, ma la qualificazione diretta è un miraggio

A fine gara, un furioso mister Gattuso ha replicato, definendo "vergogna" l'atteggiamento dei contestatori, pur dicendosi soddisfatto della risposta in campo dei molti giocatori provati

Novanta minuti di frustrazione, un assedio sterile contro il catenaccio moldavo. La quinta vittoria dell’era Gattuso, un 2-0 agguantato solo nel finale a Chișinău, è arrivata con due colpi di testa d’autore: prima Gianluca Mancini al 43′ del secondo tempo, poi il giovane Pio Esposito a sigillare il risultato.

Una partita che, per lunghi tratti, ha esasperato un piccolo gruppo di tifosi al seguito, i cui cori (“andate a lavorare”) sono risuonati nel piccolo impianto, sottolineando l’incapacità degli Azzurri di sbloccare il risultato. A fine gara, un furioso mister Gattuso ha replicato, definendo “vergogna” l’atteggiamento dei contestatori, pur dicendosi soddisfatto della risposta in campo dei molti giocatori provati.

Haaland, l’ostacolo insormontabile: qualificazione diretta sfuma

Il successo, seppur sofferto, serve a poco nella corsa alla qualificazione diretta al Mondiale. La contemporanea e dilagante vittoria della Norvegia sull’Estonia mantiene intatto il divario siderale in classifica.

La sfida diretta di domenica a San Siro contro la macchina da gol norvegese, guidata da Haaland, si trasforma in una mera formalità. Per superare i vichinghi, che vantano una differenza reti di +29 contro il +12 azzurro, servirebbe un’impossibile vittoria italiana per 9-0. Questo dato macroscopico evidenzia impietosamente le difficoltà incontrate dall’Italia nel girone e certifica, di fatto, la necessità di affrontare i Play Off, l’obiettivo ora prioritario.

Esperimenti in vista dei play off: il turn over

A Chișinău, sapendo ormai impossibile l’aggancio alla vetta, il CT ha sfruttato la gara come banco di prova per allargare la base dei giocatori in vista degli spareggi. L’Italia è scesa in campo con un modulo offensivo, il 4-2-4, privo dell’infortunato Kean.

In campo si sono visti Vicario in porta, la diga Tonali-Cristante in mediana e un attacco atipico con Scamacca e Raspadori supportati sulle fasce da Zaccagni e Orsolini. L’Italia ha dominato la manovra per tutto il primo tempo, creando e sprecando occasioni contro un irreprensibile Cojuhar. Le chance più nitide del primo tempo sono capitate sui piedi di Raspadori e sull’incornata sprecata di Zaccagni, con Mancini che ha clamorosamente sparato alto da distanza ravvicinata.

 La mossa decisiva

La ripresa ha ricalcato lo stesso copione, con l’Italia a premere e la difesa moldava a resistere, rischiando solo su una distrazione che ha liberato Postolachi, anche lui impreciso.

A metà del secondo tempo, Gattuso ha optato per una doppia sostituzione che si è rivelata cruciale: Retegui e il giovane Pio Esposito (Inter) hanno rilevato Scamacca e Raspadori. L’ingresso dell’attaccante interista, in particolare, ha portato la scossa. Dopo un assedio finale e l’ingresso di Dimarco, Politano e Frattesi, l’inerzia è cambiata.

Al 43′, su palla inattiva, la gran girata di testa di Mancini ha trafitto Cojuhar, mettendo a tacere le polemiche. Pochi istanti dopo, il cross pennellato di Politano ha trovato ancora un colpo di testa vincente, quello di Pio Esposito, per il definitivo 2-0 che chiude l’amara serata. Ora, l’attenzione è tutta sull’esame di prestigio contro la Norvegia, utile per affinare gli ultimi dettagli prima del decisivo assalto ai Play Off.

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