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5 Maggio 2026
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Vibo e l’oltraggio al patrimonio architettonico: Palazzo Gagliardi-De Riso rischia il crollo dopo 28 anni di abbandono

Un edificio storico ridotto a rudere: l’antica dimora dell’élite monteleonese, proprietà della Provincia dal 1997, è oggi inagibile e senza destinazione d’uso. Un solo intervento in quasi trent’anni

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Palazzo Gagliardi-De Riso sempre più inagibile: un oltraggio al patrimonio architettonico della provincia di Vibo Valentia che dura da oltre 28 anni. Un’eternità di indifferenza, dimenticanze e mancanza di programmazione dell’Ente provinciale che in passato aveva acquisito alcuni palazzi storici che sono sul punto di collassare. “Palazzo Romei docet”.

Dal 1997 di proprietà pubblica, ma senza un futuro

Anche Palazzo Gagliardi-De Riso è di proprietà dell’amministrazione provinciale dal lontano 1997. Lo storico edificio è chiuso e, per il momento, non avrebbe alcuna funzione pratica. Da anni aspetta seriamente di essere ristrutturato come si deve per renderlo fruibile. Di proprietà dell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia dal 1997 non è stato messo in sicurezza. A distanza di 28 anni l’immobile continua a rimanere chiuso perché considerato inagibile.

Da oggi, ufficialmente a rischio crollo

Da stamattina lo è ancora di più perché è stato transennato perché a rischio crollo. Non solo: al momento, manca anche la sua destinazione d’uso. In pratica dopo quasi trent’anni non si sa ancora che farne, come utilizzarlo.

Un gioiello dell’Ottocento in agonia

Palazzo Gagliardi-De Riso, edificio nobiliare della prima metà dell’800, antica dimora di una delle famiglie più importanti dell’allora Monteleone, con all’interno preziosi arredi ottocenteschi, nonché decori di considerevole valore sta rischiando di fare una brutta fine.

Umidità, affreschi, stucchi e quadri “in fuga”

Occorre intervenire immediatamente sull’intero immobile ricco di stucchi, affreschi e pregevoli carte da parati che si stanno lentamente deteriorando per la presenza di tantissima umidità. Mentre alcuni preziosi quadri (anche questi di proprietà della Provincia) sono stati tolti e trasferiti presso la Pinacoteca di Soriano. Il resto lo fanno i solai traballanti e una struttura oramai fragile che attende di essere messa in sicurezza attraverso interventi massicci di consolidamento e riqualificazione.

Garibaldi, un museo e qualche mostra: poi il nulla

Alla fine del XVIII secolo, sull’area occupata precedentemente dalla Chiesa dei Santi Marco e Luca, sorgeva il primo Palazzo Gagliardi, di dimensioni ridotte e che aveva pregevoli pitture del Paparo e del Pagano. Nel 1860 vi soggiornò Giuseppe Garibaldi, come è ricordato da una lapide sull’attuale facciata. L’edificio venne demolito nel XIX secolo per dar posto ad un altro più grande.

Fu donato nel 1952-53 all’associazione per il Mezzogiorno per utilizzarlo a scopi culturali e successivamente dall’associazione passò al Comune della città. In passato ha ospitato anche il Museo. Attualmente l’edificio è nella disponibilità della Provincia di Vibo Valentia.

Ventotto anni di nulla, eccetto una conferenza stampa l’anno

Nel corso di questi lunghi anni, Palazzo Gagliardi-De Riso è stato utilizzato dai vertici della Provincia soltanto come sede di rappresentanza e aperto di rado e solo momentaneamente al pubblico. L’amministrazione Bruni, in particolare, era solita tenere la conferenza stampa di fine anno per tracciare davanti ai giornalisti il bilancio dell’attività svolta, e in rarissime occasioni l’edificio ha ospitato qualche mostra per pochi giorni.

Da oltre venti anni, inoltre, si attende che la Provincia stabilisca una volta per tutte il destino di questo pregevole Palazzo.

Un solo intervento da mezzo milione (inutile)

Dopo 28 anni di proprietà l’unico intervento registrato da parte della Provincia è quello realizzato intorno al 2021. Nella pianificazione degli interventi di recupero e valorizzazione di Palazzo Gagliardi-De Riso, messa in atto proprio dall’Ente, sono stati avviati alcuni lavori per il miglioramento sismico del tetto di copertura e per la messa in sicurezza del piano di sottotetto.

L’intervento, finanziato con i fondi del Por Calabria, ha avuto però un costo complessivo di 500mila euro, somma chiaramente insufficiente per mettere in atto un intervento risolutivo di consolidamento.

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