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25 Febbraio 2026
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Le mani ferite, il sangue, la grazia: Natuzza e il mistero delle stimmate

Dalle piaghe di San Francesco a quelle di Mamma Natuzza: milioni di fedeli, una sola Passione condivisa. La sofferenza che diventa segno, fede, umanità

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Quanta umanità sofferente ha pensato di poggiare la fronte sulle mani segnate dal sangue di San Francesco d’Assisi? Tanta… rimasta con questo desiderio. Siamo milioni, invece, le persone che abbiamo avuto la grazia di carezzare le mani ferite di Mamma Natuzza che nel periodo quaresimale viveva nel corpo la Passione di Gesù Cristo.

Le stimmate nella storia della Chiesa

Sono circa trecento tra santi e mistici nella storia della Chiesa cattolica ad aver ricevuto le stimmate, i segni visibili della Passione di Cristo (ferite su mani, piedi e costato). San Francesco d’Assisi è considerato il primo stigmatizzato ufficiale, mentre San Pio da Pietrelcina e Natuzza Evolo sono i casi più noti in epoca moderna, con piaghe durate tantissimi anni.

Principali santi con le stimmate

San Francesco d’Assisi (1181–1226): ricevette le stigmate sul Monte della Verna nel 1224. Santa Caterina da Siena (1347–1380): le sue stimmate divennero visibili solo dopo la morte. Santa Rita da Cascia (1381–1457): ricevette una ferita sulla fronte, interpretata come una spina della corona di Cristo. San Pio da Pietrelcina (1887–1968): portò le stimmate per 50 anni, dal 1918 fino alla morte. Santa Veronica Giuliani (1660–1727): clarissa cappuccina, visse profondamente la Passione. Santa Gemma Galgani (1878–1903): mistica italiana, ricevette le stimmate. Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (1715–1791): terziaria francescana. San Carlo da Sezze (1613–1670): frate laico minore riformato.

Altri beati e mistici stigmatizzati

Beata Anna Katharina Emmerick (1774–1824): agostiniana e mistica. Teresa Neumann (1898–1962): mistica tedesca. Marta Robin (1902–1981): mistica francese. Natuzza Evolo (1924–2009): mistica italiana.

La Chiesa ha riconosciuto la santità di molti di questi individui, spesso dopo lunghe indagini. Le stimmate sono interpretate come una forma di unione mistica e di condivisione della sofferenza di Gesù.

Mamma Natuzza e l’identificazione con Cristo

Le stimmate su Mamma Natuzza Evolo e su altri santi sono considerate segni mistici di identificazione con la Passione di Cristo e di speciale grazia divina. Apparivano visibilmente, specialmente durante la Settimana Santa, come piaghe su mani, piedi, fronte e costato, accompagnate da scritte ematiche su bende, forme di ostie, croci e cuori.

Il sangue che parla

Queste ferite, di origine divina, sono una sorta di Identificazione con Cristo:
rappresentano la partecipazione mistica di Natuzza alle sofferenze di Gesù, vissute intensamente ogni anno. Natuzza offriva i suoi dolori fisici e spirituali per la salvezza delle anime, confermandosi, secondo la tradizione mistica, come una “anima vittima” fin dall’adolescenza.

A differenza di altri mistici, le sue piaghe producevano sangue che talvolta si disponeva formando simboli sacri (cuori, rosari, scritte) su fazzoletti o bende, studiati anche da medici che ne esclusero la natura artificiale.

Umiltà, obbedienza e missione

Pur vivendo fenomeni straordinari come bilocazioni e visioni, Natuzza ha sempre vissuto con grande umiltà, definendosi una “poveraccia” o un “verme di terra”, vivendo in obbedienza alla Chiesa.

Le stimmate erano connesse alla sua missione di preghiera, specialmente per le anime del purgatorio, e alla realizzazione della “Villa della Gioia” a Paravati, un centro voluto dalla Madonna per il conforto dei malati.

Un sigillo di sofferenza e amore

Le stimmate di Natuzza, seppur oggetto di indagini scientifiche che ne confermarono la natura inspiegabile, sono state interpretate teologicamente come un sigillo di sofferenza e amore divino.

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