di Danilo Colacino – Gianni Cuperlo, deputato e già presidente del Partito Democratico nell’era renziana, è giunto a Lamezia Terme nel pomeriggio odierno per incontrare iscritti e simpatizzanti calabresi del Pd. Che dovrà convincere a votarlo all’ormai imminente congresso Dem. Lo ha fatto dopo la decisione di (ri)candidarsi alla segreteria del Pd, maturata la scorsa antivigilia di Natale. E poco prima di parlare nella struttura ricettiva che lo ha ospitato, avendo appena salutato l’ex governatore Mario Oliverio, si è fermato molto cortesemente a rispondere alle domande di Calabria7.
Scontata la prima. Cosa fa la mattina dopo aver vinto il congresso, se in effetti la spunta? “Mi adopero per far ritrovare l’orgoglio dell’appartenenza ai militanti del Pd. E porterò avanti la mission della sinistra: dare speranza alla gente in difficoltà. Perché, se non si recupera questo legame, è finita la nostra storia. Certo, è un’operazione complessa. Ma è ciò a cui dobbiamo puntare. Senza contare che una democrazia sarà sempre debole, se ci sono tante persone che non nutrono speranza nel futuro”.
Uomo del “profondo” Nord
Ha iniziato la campagna elettorale dal Sud, proprio lei che è uomo del ‘profondo’ Nord. Motivo? “Semplice: il Mezzogiorno è una risorsa fondamentale per l’intero Paese. È un dato che non può essere sottovalutato o, peggio ancora, ignorato. Ecco la ragione per cui proprio ieri sono stato a Palermo, intrattenendomi davanti a 300 persone. E ho detto loro, quello che ripeto anche qui: noi dobbiamo e vogliamo rappresentare tutta l’Italia. Non la parte più forte. Il mio partito del resto ha in sé varie anime come la riformista, la socialista, la cattolica, la femminista e così via. Deve quindi naturalmente tendere all’unità e alla medesima considerazione dei vari territori”.
Tutto chiaro, ma con la regione in cui si trova adesso che rapporto ha? “La conosco per averla visitata in più di un’occasione. Senza contare che qui ho parecchie amiche e amici. Non dimentico, però, soprattutto le potenzialità che esprime e le energie positive che può regalare. Non mancano tuttavia i problemi, anche gravi e io non lo nascondo di certo”.
Sanità e Trasporti
La prossima domanda è dunque incentrata su quanto ha pure a lungo sostenuto innanzi alla platea lametina. Vale a dire, ce li indichi questi deficit. “Mi soffermerei su Sanità e Trasporti. Due emergenze enormi. Perché, ad esempio, non si possono attendere anni per fare un accertamento diagnostico e magari settimane per avere il responso. Così come non si può sempre andare fuori per sottoporsi a visite e cure che si ritiene non possano essere validamente offerte in Calabria. Ma è anche necessario aggiungere che con una Mobilità al collasso, o quasi, diventa pressoché impossibile ipotizzare un vero sviluppo. È allora necessario invertire la rotta al più presto. Pena, altri decenni di sostanziale isolamento. Nel senso di lontananza dai circuiti importanti. Una condizione troppo negativa e penalizzante”.
Riguardo all’incontro di Lamezia, va riferito che non è stato certo partecipato dai vertici locali Democrat come nel caso della venuta di uno dei competitor di Cuperlo: Stefano Bonaccini. Il quale, il 18 dicembre scorso, ha registrato la presenza della quasi totalità della dirigenza calabrese.









