Dopo l’esondazione del fiume Crati, che ha sommerso la Piana di Sibari coinvolgendo anche comuni limitrofi, arriva l’affondo della consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, che parla di “propaganda” e chiede trasparenza sull’utilizzo dei fondi destinati alla messa in sicurezza del territorio.
“La Calabria affonda nella propaganda”
“L’esondazione del Crati ha sommerso la piana di Sibari fino a coinvolgere anche altri comuni limitrofi. Tarsia è sott’acqua e l’erosione sta mangiando le nostre coste. Ma è di queste ultimissime ore la notizia che la Calabria si sta dotando di un Piano innovativo con ambizione nazionale per diventare regione capofila nel contrasto al dissesto idrogeologico”, afferma Madeo.
Poi l’attacco politico: “Forse, riuscire a spendere con progetti concreti di prevenzione i milioni di euro già disponibili dal 2019 era impresa di poco conto. Forse, bisognava attendere la catastrofe per riunirsi, promettere tavoli permanenti, consultare esperti e rilanciare la posta dicendo che la Calabria da qui a breve diventerà un modello per l’Italia. Io però credo che i calabresi abbiano il diritto di sapere la verità oltre la propaganda”.
Interrogazione su fondi e ritardi
La consigliera annuncia di aver depositato un’interrogazione a risposta scritta per fare chiarezza sullo stato degli interventi programmati. “Ho depositato un’interrogazione che chiede trasparenza sul reale stato di attuazione degli interventi programmati per la messa in sicurezza del fiume Crati nella Piana di Sibari e quali risorse finanziarie, già stanziate nell’ambito del “Patto per il Sud”, dei Fondi FSC 2014/2020 e del POR FESR 2014/2020, risultino effettivamente impegnate, spese o ancora inutilizzate per tali interventi”.
Madeo sottolinea anche che resta “poco chiara la situazione anche sui motivi dei ritardi o della totale mancata realizzazione delle opere previste, per i quali devono essere individuate specifiche responsabilità amministrative o procedurali”.
“Prima imparare a spendere ciò che c’è”
“Sarebbe un vero orgoglio che la nostra regione diventasse capofila e modello per un piano innovativo contro il dissesto idrogeologico. Ma prima deve imparare a spendere con progetti concreti e funzionali quanto già ha nelle sue disponibilità. Altrimenti continueremo a guardare il dito mentre il saggio indica la luna”.
Con l’interrogazione, la consigliera Pd chiede dunque un quadro dettagliato su fondi disponibili, somme impegnate e responsabilità, mentre il territorio continua a fare i conti con le conseguenze dell’emergenza idrogeologica.








