“La Regione Calabria ha pubblicato la graduatoria definitiva del bando “Agorà Calabria” (decreto n. 18201 del 27 ottobre 2026). Il bando è dedicato agli eventi di valorizzazione turistica e finanziato con fondi europei. Il Comune di Vibo Valentia è escluso: 53,94 punti, sotto la soglia minima di 60. Il progetto è stato bocciato nel merito, e così la città perde decine di migliaia di euro per la sua promozione turistica”. E’ quanto affermano Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria del Gruppo consiliare Cuore Vibonese.
“A differenza di altre realtà …”
I consiglieri comunali aggiungono: “Nella nostra provincia, invece, i Comuni di Tropea, Sorianello, Pizzoni, Mileto e Brognaturo hanno ottenuto il finanziamento. Accanto a loro c’è anche la Pro Loco di Serra San Bruno, insieme a decine di associazioni e imprese calabresi. Realtà piccole, spesso fatte di volontari, che hanno saputo costruire progetti credibili. Il capoluogo, con tutta la sua macchina amministrativa, non ci è riuscito.
È un paradosso che pesa. L’amministrazione Romeo parla da due anni di rilancio turistico, destagionalizzazione e grandi eventi, ma quando c’è da trasformare quelle parole in un progetto finanziabile Vibo non arriva nemmeno alla sufficienza.
La responsabilità politica è del sindaco Romeo. La sua amministrazione ha speso due anni in trattative e rimpasti per tenere in piedi una maggioranza litigiosa, e probabilmente si appresta a varare un altro rimpasto. Nel frattempo i bandi si perdono e le opportunità vanno altrove”.
“Le sorprese non sono finite”
Poi concludono: “E come se non bastasse, questa bocciatura arriva dopo i 2,4 milioni di euro per Vena e Piscopio, revocati dalla Regione per un file sbagliato, e dopo i 150 mila euro per l’ascensore della scuola Buccarelli, sfumati per una PEC rimasta senza risposta. Ora si aggiunge anche il bando Agorà. Il conto delle occasioni perdute si allunga, e i vibonesi continuano a pagarlo. E le sorprese, purtroppo, non sono finite. Vibo merita un’amministrazione che porti risorse in città, non una che guarda gli altri vincere.













