“La protesta degli agricoltori calabresi va avanti dal 28 settembre e non può continuare a cadere nel vuoto. Chiede risposte a tutte le istituzioni. Chi produce ciò di cui ci nutriamo ogni giorno deve pagare gasolio, energia e fertilizzanti sempre più cari, mentre i suoi prodotti vengono pagati meno di quanto costa produrli e deve competere con importazioni da Paesi fuori dall’Unione Europea che non rispettano le stesse regole. Così il sistema agricolo non regge più”. Lo dichiarano in una nota i portavoce calabresi M5S Pasquale Tridico, Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico, Riccardo Tucci, Elisa Scutellà e Elisabetta Barbuto. Sulla crisi dell’agricoltura calabrese il M5S annuncia di aver presentato tre interrogazioni: alla Commissione europea, alla Camera dei deputati e al Consiglio regionale.
Il ruolo dell’Unione Europea
“L’Unione europea ha assegnato all’Italia 45,6 milioni di euro di aiuti straordinari per compensare i rincari di fertilizzanti ed energia – spiegano i portavoce M5S – . Entro il 30 settembre il Governo doveva comunicare a Bruxelles a chi andranno, con quali criteri e in che tempi. Abbiamo chiesto alla Commissione se l’Italia lo ha fatto e quanto arriverà alle imprese calabresi. Ma il problema non si risolve solo con gli aiuti. Abbiamo chiesto anche che la revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali vieti in modo esplicito di costringere gli agricoltori a vendere sotto i costi di produzione e che le regole sull’origine e sui controlli dell’olio d’oliva diventino più efficaci”.
“Il ministro Lollobrigida, poi, cosa ha comunicato all’Europa? Quanti di quei fondi andranno alla Calabria e quando saranno pagati? Il Governo ha già adottato un decreto per l’attuazione degli aiuti ma gli agricoltori hanno bisogno di sapere quando le risorse saranno disponibili – rimarcano Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto. Servono inoltre interventi del governo contro il caro carburanti, energia e fertilizzanti, controlli più efficaci sulle pratiche commerciali sleali e sulla formazione dei prezzi lungo la filiera. Per questo abbiamo chiesto anche l’apertura urgente di un confronto tra Governo, Regione e rappresentanze agricole. Chi produce non può essere l’anello più debole di una filiera nella quale tutti guadagnano tranne gli agricoltori”.
“Assumersi le responsabilità”
“E anche la Regione Calabria deve assumersi le proprie responsabilità. La Giunta Occhiuto ha approvato un intervento da 15 milioni di euro contro il caro carburanti. Per comprendere quanto sia insufficiente questo impegno basta guardare alla Sardegna, dove la Giunta guidata da Alessandra Todde ha stanziato 60 milioni di euro di cui 25 per sostenere gli agricoltori contro il caro carburanti e i fertilizzanti. Davanti a una crisi di questa portata quindici milioni rischiano di essere una risposta del tutto insufficiente.
Abbiamo portato la voce degli agricoltori calabresi a Bruxelles, Roma e Catanzaro perché nessuna istituzione si sottragga alle proprie responsabilità. Tra gli aiuti europei destinati all’Italia e le risorse annunciate dalla Regione ci sono oltre 50 milioni di euro ma serve chiarezza su quanto arriverà alle imprese calabresi, a chi e soprattutto quando. Gli agricoltori non possono continuare a lavorare in perdita in attesa di risposte”, concludono Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto.














